Lettera aperta a Emma Marcegaglia e alle Associazioni Imprenditoriali
Siamo lavoratori e lavoratrici della Marzorati Trasmissioni Industriali dell’operosa Brianza e vorremmo chiederVi un parere e/o un intervento per salvare un’azienda storica che rischia di diventare (temporaneamente) un reparto staccato della Cina finchè là non saranno in grado di produrre con qualità.
La famiglia Marzorati per tre generazioni (dal 1938) ha condotto la produzione di trasmissioni industriali di qualità che fanno girare le funivie, alzare il tettuccio della Ferrari e molti impianti industriali (Pirelli, Daniela, Sms Meer, Demag-Innse, Brevini, ecc.) non solo nel nostro paese.
Tempo fa con i soliti piani di ristrutturazione hanno ottenuto la possibilità di speculare nel centro di Brugherio e trasferito l’azienda con agevolazioni in una zona industriale… senza mantenere le promesse dei 48 posti di lavoro, devono un centinaia di migliaia di euro al Comune e le banche hanno fatto la parte del leone.. tant’è che avrebbero deciso la cessazione della attività.
La società dal gennaio 2010 ha superato la cassa integrazione ordinaria e in questo periodo di crisi ha chiuso ogni fine mese senza riuscire a consegnare gli ordini in portafoglio solo per difficoltà finanziarie.
I 23 dipendenti attuali sono sotto la minaccia di un piano di cessazione dell’attività e per ora la unica proposta (ancora non ufficiale) è quella di un terzista che da oltre 20 anni produce in Cina che sarebbe interessato a rilevare solo la officina (circa 12 lavoratori).
Il problema non è solo la perdita del 50% degli organici che in questo caso vuol dire una decina di posti ma sempre di uomini e donne in carne ed ossa che hanno diritto al lavoro e al futuro. Quello che vogliamo sottoporre alla Vostra attenzione è la scelta a cui siamo di fronte: lasciar chiudere, decapitare una azienda e avvallare la trasformazione in un reparto staccato per la produzione.
Si perderebbero per sempre progettazione, venditori, ecc. con le capacità ed esperienze accumulate.
La cosiddetta libertà di impresa può arrivare sino alla distruzione del futuro di un impresa e delle capacità e professionalità frutto di decenni di attività e di sacrifici dei lavoratori? L’art. 41 ha consentito finora ai proprietari di fare quello che hanno voluto.
Ma ora quello che è in gioco è la cancellazione di un impresa, di un azienda per un reparto di produzione dal futuro incerto.
E’ in corso un confronto con le istituzioni locali (comune e provincia) per tentare di trovare una soluzione positiva che dia continuità alle attività e alla occupazione.
La proprietà attuale non ha rispettato gli impegni, ora decide di ritirarsi ma non può e non deve decidere di mandare al macero un azienda.
Ci aspettiamo un contributo di idee e un intervento attivo per la salvaguardia.. del patrimonio produttivo e occupazionale esistente
Non accetteremo che venga ammazzata o smembrata un azienda che ha gli ordini in pancia.
Lì, 23 giugno 2010
Walter Cimini e Dario Sguersini RSU FLMUniti-CUB e USB Lavoro Privato
domenica 11 luglio 2010
Marzorati di Brugherio: lettera aperta a Emma Marcegaglia
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Marzorati di Brugherio: le proposte dei lavoratori
Comunicato sindacale
La assemblea dei lavoratori Marzorati Trasmissioni Industriali riunita il 15 giugno 2010 invita la direzione a ritirare la procedura della cassa integrazione per cessazione di attività e alla definizione degli accordi necessari.
La assemblea invita le parti ad aprire un confronto che dia prospettive e continuità alle attività aziendali e alla occupazione e tenga conto delle eventuali commesse provenienti da Curti (Cina?).
Il piano presentato non è una base per un accordo.
La richiesta al nuovo imprenditore è quella di un nuovo piano industriale che non butti via occupazione, professionalità ed esperienze cancellando una realtà vitale e in grado di stare in piedi con l’obiettivo di evitare i licenziamenti. Di fronte ad eventuali cali di lavoro potranno essere utilizzati ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione.
La assemblea protesta contro il ritardo nei pagamenti degli stipendi e sollecita la società ad un pronto pagamento considerando inaccettabile legare il ritardo all’accettazione del piano deciso unilateralmente dalle società.
La assemblea vista la difficile situazione decide lo stato di agitazione.
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martedì 22 giugno 2010
CUB Informazione: si riuscirà a fare congresso democratico e far decidere gli iscritti? O si va avanti con i colpi di mano?
Il comitato direttivo CUB Informazione sulla base delle decisioni precedenti e in considerazione della straordinaria situazione determinatasi con il tentativo in atto con riunioni (autoproclamatesi congresso) organizzate da una sola parte impedendo agli di fatto il confronto sulle diverse opinioni e proposte si decide in via eccezionale che gli iscritti che dimostreranno di esserlo) potranno partecipare direttamente alla riunione congressuale del 25 giugno che si terrà nella dello Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano a partire dalle ore 17,00 e sabato 26 dalle 9,30 in poi in poi a seguito della manifestazione e dello sciopero che coinvolgerà lavoratori e delegati. Il direttivo eletto ed in carica è quello al congresso di Sirmione e perciò sono invalide e inefficaci le nomine di altri componenti nel direttivo nazionale e ad altri livelli con il che non sarà accettabile alcuna sostituzione dei gruppi dirigenti senza un confronto democratico nel quale gli iscritti decidano il futuro delle scelte per la organizzazione e i gruppi dirigenti. Ribadiamo le tesi sostenute fin da prima del congresso di Sirmione che è quella di partecipare attivamente al superamento del settarismo e della frammentazione del sindacalismo di base e delle aree che si rendono disponibili alla costruzione di un alternativa ai sindacati complici. Consideriamo perciò la nascita di USB solo un primo passo utile e invitiamo le altre categorie della CUB a decidere di partecipare al processo di confluenza organizzativa e/o in ogni caso a produrre una iniziativa che si renda disponibile a superare la logica del distinti e distanti a favore di processi condivisi e definiti per un patto federativo e un patto unitario di azione nelle lotte.
La finanziaria e l’accordo Fiat come la legge bavaglio sono sintomi della gravità della situazione e della necessità di ridare un ruolo a lavoratori e lavoratrici per la costruzione dell’alternativa e della resistenza che come dimostrano il movimento Notav o la lotta che ha portato al ritiro del progetto del contratto di primo impiego in Francia passano attraverso una aspra discussione delle divergenze ma soprattutto dalla capacità di rispondere e lottare uniti.
E’ necessario superare i colpi di mano avvenuti con sostituzioni arbitrarie mentre proponiamo un confronto e una elaborazione comune di proposte per favorire la ripresa di un cammino unitario nel sindacalismo di base e in caso di necessità anche delle proposte utili per la separazione consensuale delle varie realtà CUB ma che abbiano come base la democrazia, la verifica con gli iscritti e il superamento del contenzioso legale in caso contrario la democrazia borghese diventa una salvaguardia dei diritti. A tal proposito ribadiamo come base comune la necessità di salvaguardare per iscritti e delegati la continuità dei diritti, le proposte di azioni congiunte (vedi elezioni RSU e/o firma plurale di accordi sindacali, ecc.), la presenza nel Cnel ad uso comune per il sindacalismo di base, unificazione di servizi e sedi??, lavoro comune nei gruppi e coordinamenti aziendali, campagne comuni (vedi quella in corso sull’acqua che tutti sostengono ma al momento del referendum il coordinamento dei sindacati di base potrà giocare un ruolo importante; accordo Fiat e risposte comuni possibili, ecc.).
Approvato (22 giugno 2010): Pedrini, Bartolozzi, Giorno, Gorgatti, Iacovino, Montauto,Visentin.
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martedì 1 giugno 2010
29 maggio riunione allargata per un chiarimento
Ai richiedenti il direttivo nazionale straordinario CUB Informazione
Al Comitato direttivo nazionale, locali, organizzazioni CUB, attivisti/e e iscritti/e.
Una riunione può essere utile e sentiti i componenti del direttivo in carica una delegazione si rende disponibile ad un confronto il 29 maggio 2010 presso la sede di V.le Lombardia 20 Milano.
E’ necessario precisare che la richiesta secondo l’art 7 dello statuto così come pervenuta è da considerarsi nulla e irrituale infatti i firmatari che si autodefiniscono nella funzione de “I componenti il Direttivo Nazionale: Paolo Sozzi- Stefano Capello- Antonio Di Simone -Mario Carucci- Raffaele Salvato- Marcelo Amendola- Giuseppe Fiorito” non sono parte del Comitato direttivo in carica.
E quindi non hanno nessun titolo per convocare il comitato direttivo né per sfiduciare il Segretario Generale (tanto più che lo statuto non prevede affatto che il Segretario Generale regolarmente eletto possa essere “sfiduciato da chicchessia”) .
Alcuni dei richiedenti la riunione straordinaria risultano dal sito www.cub.it nominati in riunioni locali avvenute al di fuori delle previsioni statutarie. La convocazione e la gestione delle suddette riunioni locali senza il contraddittorio delle due posizioni non hanno rispettato il dettato statutario impedendo agli iscritti la conoscenza e la possibilità di scelta democratica e quindi non possono essere definite congressi. Un esempio per tutti/e: Roma è sicuramente cresciuta in termini di iscritti ma ciò non autorizza il funzionario sindacale a tenere nascoste le divergenze e impedire il confronto con i nuovi iscritti.. ai quali comunque toccherebbe il diritto di scegliere. L’aumento delle iscrizioni non autorizza a violare i regolamenti e men che meno a convocare una riunione in pochi giorni, autodefinirla congresso e sostituire segretario generale, sostituire il direttivo o nominare nuovi membri al direttivo nazionale, ecc. Il rovescio della medaglia vale per qualche decina di neo iscritti della ditta Pikappa di Milano dei quali sarebbe sbagliato pensare che la debbano pensare come me e dei quali non voglio annettermi il loro sostegno senza averli sentiti in un contraddittorio. Il percorso congressuale straordinario nato male sulla base di una forzatura è stato accettato dal direttivo in carica anche se finora nessuna disponibilità ad una gestione democratica è emersa continuerò a cercarla con tutti i mezzi. Non è mia intenzione abbandonare il confronto sul piano democratico e perciò la ricerca di regole congressuali, della gestione e di date concordate che danno a tutti/e gli/le iscritti/e la possibilità di scegliere secondo i tempi statutari è elemento decisivo. Qualsiasi cosa succeda diritti per lavoratori e delegati non debbono essere compromessi. A presto,
lì, 27 maggio 2009 Seg. Generale Angelo Pedrini
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giovedì 6 maggio 2010
Milano: Congresso provinciale CUB Informazione
Caro/a iscritto/a sei invitato/a
al congresso milanese del sindacato CUB Informazione che si terrà
l’ 8 maggio dalle ore 10 alle 14 circa a Milano in viale Monza 160 (MM1 Gorla) presso la sede dei Cobas.
o.d.g.: bilancio attività e proposte, relazione sulla posizione 1 e relazione sulla posizione 2, interventi degli invitati, dibattito e votazioni documento/i e delegati al congresso nazionale del 25 giugno e organismi.
Il congresso straordinario del sindacato CUB Informazione è importante per decidere insieme come:
- andare avanti per costruire un'alternativa sindacale e trovare le iniziative per aggregare nella categoria i lavoratori insoddisfatti e contrari alle politiche sindacali Cgil, Cisl e Uil;
- portare avanti con iniziative unitarie e di lotta le richieste definite dal Patto di base su cui abbiamo scioperato e quelle decise il 10 aprile a Parigi dal rinato “tentativo” di Rete Sindacale Alternativa Europea che è stato sottoscritto da organizzazioni sindacali di Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Svezia e fra queste 6 sindacati di base Italiani (Cobas, Cub, Cib-Unicobas, Sdl Intercatgoriale, Rdb, Usi);
- costruire forme di resistenza alla crisi, alle casse integrazioni e licenziamenti e che diano prospettiva di occupazione e di difesa del reddito;
Su molti problemi i sindacati di base e la CUB hanno idee vincenti ma in questa fase sono di difficile realizzazione. E a questa difficoltà si aggiunge la frammentazione, le divisione e il settarismo che rende difficile far pesare le forze.
Coscienti che dalla situazione difficile non si esce restando paralizzati ma cercando strade nuove, come Cub Informazione, abbiamo partecipato, fin da Sirmione (congressi del cosiddetto privato della CUB) e in occasioni successive, al tentativo di far nascere un nuovo soggetto sindacale che ha smosso le acque nello stagno del sindacalismo di base. Infatti Sdl Intercategoriale sta realizzando un congresso per far nascere USB (Unione Sindacale di Base) insieme a Rdb e parti delle “U” della CUB. Al processo unitario nuovo sono disponibili e attenti anche Snater e Slai Cobas. Questo processo unitario non convince tutti tant’è che le cosiddette “organizzazioni della CUB” (una nuova firma che raccoglie l’area che resiste e non vuole partecipare alla fondazione di un nuovo soggetto) hanno deciso di tagliarci fuori dall'assemblea nazionale di ottobre 2009 ed hanno operato per costruire un congresso straordinario della CUB Informazione per riportarci volenti o nolenti a cambiare posizione. E quindi siamo di fronte ad un bivio che va gestito democraticamente ma soprattutto che non deve pregiudicare per nessun lavoratore e in nessuna azienda i diritti acquisiti. I lavoratori iscritti alla CUB Informazione hanno aderito alla nostra organizzazione perché pensavano di aver trovato il sindacato di base alternativo. La presenza in Italia di una decina di sindacati di base rende evidente che la strada è in salita e non siamo all’arrivo. Perciò nelle prossime settimane e mesi ognuno si troverà a scegliere se restare dov’è (la CUB, comunque, non sarà più la stessa senza RdB, Varese, ecc.) o partecipare a costruire il nuovo soggetto che nasce il 22 e 23 maggio a Roma (USB – Unione Sindacale di Base) o altro ancora. Ricordiamo che con il 10% di iscritti è stato chiesto un congresso straordinario ma che era già stato indetto dalla maggioranza del direttivo milanese per l’8 maggio e invitiamo tutti/e a partecipare.
Lì, 2 maggio 2010
x direttivo Milanese: Lara Visentin, Giorgio Gorgatti, Angelo Pedrini, Sonia Montauto
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lunedì 5 aprile 2010
CUB Informazione di Milano 8 maggio 2010 al congresso
Caro/a iscritto/a
Il sindacato CUB Informazione va al congresso:
Il direttivo nazionale ha deciso che si tenga il 25 giugno (vedi il verbale sotto riportato) il congresso nazionale in sede da definirsi.
Mentre il congresso milanese si terrà l’ 8 maggio secondo la decisione presa a maggioranza il 20 marzo scorso.
Sappiamo che nel corso degli ultimi giorni è stata promossa una raccolta di firme tra gli/le iscritte per chiedere la convocazione di un congresso straordinario, sulla base dello statuto, secondo il quale il congresso deve essere convocato se richiesto da un numero di iscritti pari almeno al 10% del totale. Tuttavia, lo statuto prevede che comunque la convocazione del congresso spetti al direttivo, che ne fissa l'ordine del giorno e deve anche essere rispettata la disposizione dello statuto che fissa in tre mesi il periodo minimo che deve trascorrere tra data di convocazione e data di svolgimento del congresso, al fine di garantire il necessario dibattito precongressuale. Per far conoscere le diverse posizioni si devono organizzare assemblee congressuali di azienda e interfabbrica nelle quali siano presentate le varie proposte e sia consentito ai lavoratori/trici di esprimersi liberamente su di essi
Sappiamo che in occasione della raccolta di firme è stata indicata la data del 17 aprile per il congresso straordinario, ma è evidente, per i motivi statutari sopra illustrati che in quella data potrà tenersi solo una riunione di discussione preparatoria del congresso provinciale già convocato per il giorno 8 maggio 2010.
Nota bene: i membri del direttivo milanese sono invitati a rendersi disponibili ad un confronto per verificare l'elenco degli/lle iscritti/e e per concordare date delle assemblee e scadenze di tutto il percorso congressuale.
Milano, 2 aprile 2010
Seg. Generale Lara Visentin
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martedì 23 marzo 2010
Congresso CUB Informazione nazionale 25 giugno 2010
Verbale comitato direttivo CUB Informazione nazionale del 19 marzo 2010.
Il congresso straordinario CUB Informazione è convocato per il 25 giugno 2010
In relazione alla richiesta di congresso straordinario nazionale e locale sostenuto da alcune realtà è bene precisare che:
- sulla base dello statuto nazionale è decisivo che il diritto degli iscritti a conoscere le varie posizioni venga rispettato così come i tempi previsti (almeno tre mesi). Consideriamo forzature irregolari e da superare le riunioni tenutesi in alcune città (autoproclamatesi congresso) che potranno rientrare in un processo di regolarizzazione secondo i principi dello statuto entro e durante la riunione di confronto aperta a tutte le realtà della categoria (anche se senza statuto, non in regola con i contributi, ecc.) che proponiamo si tenga il giorno 29 marzo 2010 presso la sede di Cassina de’ Pecchi e previo invio (la settimana precedente) alla sede di via Roma 81 Cassina de’ Pecchi (Mi) fax 02 25137196 e mail infosindacale@gmail.com dei dati degli iscritti (completi in modo da poter esercitare il diritto a fargli conoscere le diverse opinioni), aziende, eventuali attività svolte e riferimenti aziendali (RSU, ecc).
- il congresso nazionale è convocato il giorno 25 giugno 2010 in sede da definire; i congressi locali si terranno a partire dal 1° maggio e durante il mese di aprile si terranno riunioni con delegati/e attivisti/e e iscritti/e per avviare il confronto su tali temi.
Il regolamento congressuale ed eventuali documenti congressuali alternativi e/o contributi dovranno pervenire entro la riunione succitata e a cura del direttivo nazionale in collaborazione con le realtà locali verranno diffusi così come sarà possibile usare per lo sviluppo del dibattito gli strumenti web e le nuove tecnologie.
Le date delle riunioni locali e aziendali dovranno essere concordate e coordinate con il direttivo nazionale in modo da consentire la presenza delle varie opinioni presenti e ai lavoratori di scegliere.
E’ utile ricordare che lo statuto che deve essere rispettato dice:
Art. 6 - Il Congresso Il Congresso è il massimo organo deliberante e si riunisce ogni 3 anni. La convocazione straordinaria del Congresso può essere richiesta dal Comitato Direttivo a maggioranza di 2/3 nonché da 3 Associazioni regionali e/o provinciali associate. L’ordine del giorno del congresso è fissato dal Comitato Direttivo e deve essere reso noto almeno 3 mesi prima della data di convocazione.
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Congresso CUB Informazione di Milano 8 maggio 2010
Verbale comitato direttivo CUB Informazione di Milano del 20 marzo 2010.
Il comitato direttivo CUB Informazione di Milano riunito il 20 marzo 2010 in sede Viale Lombardia, 20 (presenti 7 su 10). Vengono presentati due ordini del giorno che vengono votati in alternativa.
Viene approvato con 4 voti a favore il seguente o.d.g.:
Il congresso straordinario sulla base dello statuto provinciale e nazionale viene convocato tenendo conto delle proposte del Comitato Direttivo Nazionale per il 25 giugno 2010 e consegnando agli iscritti le diverse opinioni su cui scegliere.
Pertanto il congresso della CUB Informazione di Milano si propone che venga realizzato il giorno 8 maggio in sede da definire.
E’ stata fatta una richiesta di anticipare la data del 25 giugno e invitiamo il direttivo nazionale ad esaminarla.
Riceve tre voti a favore e quindi viene respinta la richiesta di realizzare il congresso di Milano il 10 aprile 2010.
Verbale a cura di Lara Visentin
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sabato 20 marzo 2010
Giornata sul processo del lavoro - 22 marzo 2010
Giornata nazionale sul processo del lavoro - 22 marzo 2010
Decadenza dal diritto o decadenza del diritto
L’approvazione della nuova legge in materia di controversie di lavoro è giunta alla fase finale. In attesa di eventuali rilievi da parte della Presidenza della Repubblica, il tema appare di stringente attualità. Come Giuristi Democratici, avevamo da tempo intravisto il rischio di snaturamento del processo del lavoro che rischiava di perdere quelle caratteristiche di favor lavoratoris, per trasformarsi in un normale processo civile, con tendenza alla sua privatizzazione.
Purtroppo, come avevamo previsto, si sta realizzando proprio quanto temevamo:
- si tende a rendere apparentemente paritario il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, senza tenere conto della particolare debolezza del lavoratore nel rapporto;
- si favorisce il ricorso all'arbitrato privato, con clausola arbitrale da sottoscrivere addirittura al momento dell'assunzione;
- si rende più difficile l'instaurazione delle cause per licenziamento, prevedendo un termine ulteriore di decadenza dall'azione, in caso di mancata presentazione del ricorso entro 6 mesi;
- si statuisce il principio dell'apposizione delle spese di lite a carico del soccombente, anche se lavoratore;
- si esalta sempre più la valenza dei centri di certificazione della validità dei contratti ed infine, si vincola il Giudice ad un mero controllo formale delle ragioni dei provvedimenti datoriali, escludendo ogni verifica sulle valutazioni tecniche, produttive ed organizzative, che competono al datore di lavoro.
Così ridotto, il processo del lavoro é morto; pensare che il lavoratore possa liberamente discutere con il futuro datore di lavoro l'opportunità di deferire anticipatamente in arbitri anche le eventuali future questioni, ivi compreso il licenziamento e le conseguenze della sua illegittimità, é francamente illusorio; devolvere alla giustizia privata la decisione su diritti indisponibili del lavoratore é inaccettabile; ritenere il lavoratore parte di pari forza rispetto al proprio datore di lavoro é una falsità ed una follia; impedire al Giudice di valutare anche le scelte del datore di lavoro appare una aperta violazione del principio del favor lavoratoris, inserito espressamente dalla L. 533/73, ma già presente nella nostra Costituzione, fondata sul lavoro.
Abbiamo perciò indetto una giornata nazionale per il 22 marzo di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e di informazione su quanto sta accadendo in tema di tutela dei diritti dei lavoratori.
http://www.giuristidemocratici.it/post/20100317083002/post_html
Pubblicato a cura CUB Informazione ( infosindacale@gmail.com )
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martedì 2 marzo 2010
Cub Informazione il 5 marzo a Genova per la sentenza G8 Bolzaneto
Il direttivo del sindacato CUB Informazione riunito il 2 marzo 2010 decide la partecipazione con una delegazione al presidio davanti al Tribunale di Genova il 5 marzo alle ore 11 per la sentenza Bolzaneto. La presenza alle giornate del G8 e la violenza esercitata contro i dimostranti ha reso evidente l’uso e l’abuso del potere che si è visto anche successivamente in troppe occasioni in diverse città.
5 marzo: presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto
COMUNICATO COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
Il prossimo 5 marzo sarà emessa la sentenza d’appello sui fatti di Bolzaneto.
La caserma di Bolzaneto durante il vertice G8 del 2001 era il luogo deputato alla consegna dei manifestanti fermati, carcere provvisorio, per la loro eventuale successiva traduzione verso le strutture carcerarie “normali”. I reati contestati a diversi elementi della Polizia Penitenziaria, Carabinieri, medici e paramedici dell’amministrazione penitenziaria, agenti e funzionari della Polizia di Stato: abuso d’ufficio, abuso d’autorità su arrestati, violenza privata, lesioni personali, percosse, ingiurie, minacce e falso ideologico. I fatti di Genova hanno sempre faticato ad uscire dal silenzio in cui l’informazione e la politica li hanno confinati. A maggior ragione faticano oggi, in un Paese che sembra sempre più sconfitto e con un’opinione pubblica sempre più distratta o indifferente. Noi pensiamo che quanto accaduto a Genova nel luglio 2001 non sia semplicemente un fatto “storico”, ma qualcosa che ci parla dell’attualità italiana. L’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” della scuola Diaz, le torture di Bolzaneto sono significativi dell’arretramento del Paese in tema di civiltà e diritti. In questi nove anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la società avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti negli anni successivi il luglio genovese. Pensiamo anche a casi che escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (Aldo Bianzino, Marcello Lonzi, Stefano Cucchi). Forse anche questo ci dice che quanto accaduto a Genova è significativo non solo della mancanza di diritti di chi manifesta, ma di un restringimento dei diritti per tutti. Le sentenze di primo grado per i fatti della Diaz e di Bolzaneto non hanno portato ad alcun segnale, concreto, nonostante quanto indicato e raccomandato da Amnesty International: le pene inflitte non saranno mai scontate, molti degli imputati e dei condannati in questi processi sono stati nel frattempo promossi, nessuno ha subito provvedimenti disciplinari o è stato sospeso dall’incarico. Chiediamo a tutti i cittadini, a cominciare da parenti e amici di vittime delle violenze di Stato, di unirsi a noi in un presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto.
Appuntamento quindi per il giorno 5 Marzo 2010 alle ore 11,00: davanti al Tribunale di Genova via XII Ottobre
Per adesioni: info@veritagiustizia.it www.veritagiustizia.it
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sabato 13 febbraio 2010
Videotime (Mediaset) verso lo sciopero del 20 febbraio
SOSTENIAMO LO STATO D’AGITAZIONE
La RSU Slai Cobas di Milano indice la ripresa dello stato d’agitazione a seguito della impossibilità di un confronto sereno con l’Azienda relativo alla prevista esternalizzazione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria.
L’atteggiamento dell’Azienda è palesemente rivolto alla pura perdita di tempo in attesa della scadenza prevista di fine mese. I sindacati confederali mantengono un atteggiamento attendista privi di una reale strategia in difesa delle lavoratrici minacciate di esternalizzazione.
La CUB Informazione è determinata ad intraprendere tutte le azioni possibili per contrastare il piano di ristrutturazione aziendale, in difesa del posto di lavoro di tutti i dipendenti Mediaset, del loro futuro, della loro professionalità.
La CUB Informazione sostiene lo stato d’agitazione in preparazione di una giornata di sciopero per il 20 Febbraio che veda tutti i dipendenti Videotime di nuovo uniti, solidali e decisi come hanno già dimostrato di saper fare.
CUB Informazione Videotime Roma
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Videotime: stato agitazione verso lo sciopero il 20 febbraio
OGGETTO: Dichiarazione stato agitazione
La RSU SLAI Cobas della società Videotime S.p.A., in seguito allo svolgimento degli incontri del 22 e 29 gennaio 2010, non ha avuto la possibilità di un confronto finalizzato ad una discussione in merito alla valutazione degli aspetti legati alla decisione intrapresa dalla società Vidoetime S.p.A., ovvero quella di “esternalizzare” i reparti trucco, acconciature e sartoria, in un contesto di cessione di ramo d’azienda alla società Pragma S.r.l..
Inoltre comunichiamo nella fattispecie le seguenti ragioni:
ESTERNALIZZAZIONE REPARTI E STUDI
Intendiamo fermamente salvaguardare le lavoratrici colpite dal procedimento di esternalizzazione in corso, così come tutti gli altri lavoratori Videotime che con il recente smantellamento dello studio 14 a Milano e gli accordi con il settore giornalistico, vedono una reale minaccia verso il proprio posto di lavoro così come la propria specifica occupazione e professionalità.
Chiediamo di rivedere la politica intrapresa dal gruppo relativa alle produzioni di format e programmi che in molti dei casi vengono affidati a società e/o personale esterno.
Intendiamo discutere del trattamento dei lavoratori delle società di service esterne cosi come le stesse società, in merito al loro inquadramento del regime ENPALS, se è vero come ci risulta, in alcuni casi, il non inserimento di detti lavoratori nel contratto CCNL - FRT nazionale.
INDISCREZIONI DELLA STAMPA
In base alla lettura di un articolo del quotidiano “la Repubblica” (articolo apparso su Affari e Finanza del 18 gennaio 2009; “Costi alti, share in calo - Mediaset deve dimagrire – Toccherà anche a Publitalia” e mai smentito ufficialmente), si evince che vi sono in corso movimenti da parte di Mediaset S.p.A. atti a sanare i costi ritenuti in eccesso e quantificabili, secondo le stime degli analisti, in un 15% della totalità dei costi sostenuti dall’azienda.
Di conseguenza questi movimenti interni, sempre secondo le stime degli analisti, indicherebbe in un immediato futuro tagli dei costi operativi stimati tra i 200 e i 250 milioni di euro.
E quindi, come recita l’articolo di cui sopra “non è purtroppo difficile ipotizzare che tra gli oltre 6mila dipendenti Mediaset ci sia un buon 10% di potenziali esuberi, rispetto ai quali i 56 del trucco e sartoria sono meno di una decima parte.”
E in questa ipotetica ma realistica situazione verrebbe coinvolta anche Publitalia e riteniamo anche la società RTI.
Tali indiscrezioni, non essendo appunto smentite ufficialmente da Mediaset, creano forte preoccupazione all'interno di tutta la parte tecnica e produttiva di Videotime.
I possibili costi che l’azienda vuole eliminare, utilizzando società esterne, si riflettono su una grande parte delle risorse interne, le quali vengono messe da parte e diventano vulnerabili a futuri processi di esternalizzazione.
Di conseguenza, non avendo avuto modo di raggiungere un confronto con l’azienda, la RSU SLAI Cobas, confermando la propria contrarietà all’operazione oggetto della decisione intrapresa da Videotime S.p.A., si ripropone di convincere l’azienda a recedere dal progetto di cessione di ramo prefissato e si rende disponibile ad esaminare soluzioni interne alternative atte allo scopo di fornire il miglior utilizzo dei reparti a un possibile piano industriale.
Al fine di mantenere ferme le nostre richieste, la RSU SLAI Cobas Videotime indicono lo stato d’agitazione a partire da oggi con l’applicazione delle relative modalità che verranno comunicate successivamente alla presente lettera. Tale stato di agitazione vedrà il suo culmine nella giornata del 20 febbraio che verrà proclamata giornata di Sciopero Nazionale dei dipendenti Videotime nel caso l’azienda non retrocedesse nei propositi di esternalizzazione. Giornata di sciopero alla quale seguiranno altre ed appropriate iniziative tese al perseguimento del nostro fine.
Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, i delegati sindacali di tutto il gruppo Mediaset a non abbassare la guardia. Sosteniamo le nostre colleghe del Trucco, Acconciature e Sartoria. Proteggiamo il nostro futuro. Salvaguardiamo la nostra professionalità.
Milano, 03 febbraio 2010
RSU Videotime Milano
membri eletti nella lista SLAI Cobas
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giovedì 21 gennaio 2010
Sciopero Mediaset il 20 gennaio
Sciopero Mediaset il 20 gennaio e manifestazione a Roma
La determinazione con cui l’Azienda intende portare a compimento la cessione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria è la risposta più eloquente a chi ancora si chiede il perché di questa manovra.
Le stesse motivazioni apportate sono senza fondamento e la rassicurazione che non è il destino di Videotime in discussione non può che lasciare molto scettici. La stessa melodia è risuonata quando si è trattato dei colleghi di Elettronica Industriale, di RTI Music e di tutti quei settori, che a gruppi o singolarmente sono stati smembrati e poi esternalizzati. E’ una pratica ormai vecchia di anni , affiancata parallelamente da un costante lavorio atto a rendere le condizioni del mercato del settore fuori dai network a livelli da paese incivile e selvaggio. Totale deregolamentazione, pratica del lavoro nero, mal pagato, diffusione del precariato, scomparsa di qualsiasi diritto, mortificazione delle professionalità e impoverimento delle retribuzioni è la realtà fuori da RAI e Mediaset. Ridotto in maniera vertiginosa il costo del lavoro sul mercato esterno, perché continuare a pagare tasse e contributi, assicurazioni e malattie, stipendi regolati da un rapporto sindacale e da un contratto di lavoro, pensioni e trasferte a dipendenti interni. Molto più facile appaltare e lasciar sub-appaltare.
Questa la spiegazione del procedere imperturbabile di questa azienda, non si può tornare indietro sulla cessione del settore “Trucco, Parrucco e Sartoria” perché è alla cessione di Videotime e di buona parte di Mediaset che si stà puntando.
Noi siamo convinti che è possibile cambiare direzione, che l’impegno di tutti i lavoratori e le lavoratrici è determinante. Abbiamo già commesso in passato molti errori, lo stesso aver tenuto gli occhi chiusi su quello che accadeva ai nostri colleghi free-lance lo potremmo pagare gia oggi, con le esternalizzazioni in atto e quelle che potrebbero seguire. Un errore grave per noi ma imperdonabile per chi doveva tutelarci sindacalmente, esterni ed interni.
Ma proprio dall’esterno ci viene oggi lo stimolo a svegliarci finalmente. I nostri colleghi dei services esterni hanno capito che siamo tutti una unica categoria di lavoratori, impegnati e sfruttati dalla stessa industria televisiva, sia essa pubblica o privata. Sono quegli stessi colleghi , ignorati da noi per tanto tempo, che si sono costituiti in associazione, CLB-Fuori Onda, e oggi sostengono le nostre lotte anche rinunciando a quelle poche giornate di lavoro che riescono a trovare.
Un esempio di solidarietà dimenticata, perduta e che pure va riconquistata, non per semplice principio ma perché il nostro destino è comune. Chi credeva e crede di salvarsi basta che guardi alle nostre colleghe che dal 1° Febbraio potranno considerarsi precarie se noi non saremo capaci di reagire.
La CUB Informazione e lo SLAI Cobas invitano a non mollare, a non credere in possibili rassicurazioni, a non svendere i loro colleghi in cambio di una ipotetica garanzia sul futuro. Il nostro futuro si gioca qui e adesso. La direzione oggi attacca un settore piccolo ma è solo un cavallo di troia per saggiare il terreno. La risposta dei lavoratori e lavoratrici c’è stata e lo sciopero del 20 potrà essere importante. A questo deve seguire una tenuta sindacale e altrimenti dopo sarà sarà più difficile .
Ci hanno già mentito, perché dovremmo credergli ora.
La CUB Informazione e lo SLAI Cobas invitano a sostenere lo
sciopero del 20 Gennaio
e a partecipare alla
manifestazione nazionale che si terrà a ROMA
con presidio dalle 9 alle 13 in piazza Montecitorio
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venerdì 8 gennaio 2010
Sciopero Mediaset 10 e 11 gennaio
La CUB Informazione e lo Slai Cobas sostengono lo sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo Mediaset a livello nazionale ed invitano i lavoratori e lavoratrici a partecipare alla mobilitazione .
Da tempo sosteniamo che oscure manovre si agitavano alle spalle dei lavoratori. Il rinvio del rinnovo del contratto integrativo è stato un chiaro segnale delle intenzioni di questa azienda.
La cessione del settore trucco, acconciature e sartoria ad una società esterna è solo il primo tassello di un domino che vedrà cadere uno dopo l’altro interi settori produttivi? Alla luce di questi avvenimenti dobbiamo chiederci se l’obbiettivo dell’azienda sia la dismissione di Videotime? O di molte parti di Mediaset?
La cessione di rami d’azienda da parte del principale gruppo televisivo privato che fa capo al Presidente del Consiglio non trova ragione in un reale stato di crisi ma in una scelta politica. Mediaset non è una azienda in crisi, se è vero che gli incassi pubblicitari sono rimasti stabili nel 2008 il fatturato ha continuato a crescere con un aumento del 4,2 %. La stessa Mediobanca prevede un aumento del titolo per il 2010. Dunque la scelta è quella, tutta politica, di fare di questo paese una repubblica non più fondata sul lavoro. Un paese in cui vada definitivamente a sparire il lavoro a tempo indeterminato, il “lavoro fisso”, la garanzia del futuro e della pensione, per lasciare posto alla totale deregolamentazione, al lavoro precario e nero. Questo il segnale che viene da Mediaset a tutti gli imprenditori del paese. Non sappiamo se l’obbiettivo finale è quello di vendere (forse già hanno venduto) Videotime o l’intero gruppo Mediaset, certo è che i segnali sono preoccupanti e che la dismissione del settore trucco, acconciature e sartoria potrebbe essere solo il primo tassello di un domino che travolgerà intere professioni, posti di lavoro, famiglie. Per questo cercheremo di fare argine ad una simile catastrofica deriva che travolgerà non solo i dipendenti Mediaset, non solo tutti i lavoratori dell’indotto che già oggi operano in condizioni da paese incivile, ma darà il via libera alla distruzione sistematica di qualsiasi garanzia occupazionale.
Lo sciopero del 10 e 11 gennaio è solo la prima risposta di protesta a cui seguiranno altre giornate di lotta che cercheremo di organizzare allargando la partecipazione a tutta la categoria dei lavoratori del Broadcast.
Lì, 8 gennaio 2010
CUB Informazione
Milano - Cassina de’ Pecchi (Mi) - via Roma 81 tel. 0295299551 fax 0225137196
Roma - Via dell’Aeroporto 129 - 00175 Roma Tel 06 762821; Fax 06 7628233
e mail infosindacale@gmail.com http://cubinformazione.blogspot.com
Slai Cobas
Milano Viale Liguria, 49 20143 Milano 02 8392117 www.slaicobas.it
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mercoledì 30 dicembre 2009
Cub Informazione e congresso straordinario
Il direttivo CUB Informazione riunito il 22 -12-2009 vista la situazione straordinaria nella CUB e le importanti novità e disponibilità a percorsi unitari da parte di Sdl Intercategoriale, SlaiCobas, Snater e Or.S.A. che hanno sorpreso anche i più ottimisti e che non sono state previste da gran parte del dibattito al momento della preparazione dei Congressi di Sirmione invita le altre realtà di categoria della CUB ad aprire in contemporanea nella primavera prossima una stagione di congressi straordinari (coinvolgendo lavoratori/trici e iscritti/e e verificando le ipotesi in campo. I delegati ai congressi non dovrebbero essere in automatico quelli di Sirmione) e proponiamo di riprendere il cammino unitario o in alternativa la cessazione consensuale della esperienza della CUB con accordi tra le parti e cercando soluzioni che garantiscano continuità e il massimo dei diritti per lavoratori, lavoratrici e delegati/e a chi resta e chi va … verso l’unità con altri (con la sigla CUB Informazione se verrà confermata la attuale maggioranza e la linea di Sirmione). La CUB l’abbiamo costruita tutti insieme: non è una idea collettiva pensare che sia di proprietà di una parte. Per gli/le iscritti/e di aziende senza diritti cambiare sigla non cambia molto… ma per chi facendo sindacato si è imposto con accordi e pratiche sindacali è importante evitare di ripartire da zero. E ciò diventerà inevitabile per qualcuno se si andrà alla spaccatura della CUB.
La possibilità di unità organizzativa con chi ci sta e di un nuovo Patto unitario sulle lotte e campagne comuni è a portata di mano e quindi andrebbe superata la scelta di autosufficienza e di settarismo con proposte adeguate. Il direttivo affida a Angelo Pedrini la stesura della bozza di un testo congressuale e del regolamento (sulla base dei testi approvati a Sirmione e successivamente) che dovrà essere discusso nel prossimo direttivo del giorno 15 gennaio 2010 che si terrà in forma allargata alle città con iscritti e a chiunque degli organismi della CUB chieda di partecipare come osservatore con all’ordine del giorno anche la scelta del congresso straordinario. Proponiamo che il 30 gennaio si tenga una prima giornata di confronto aperto e di eventuale avvio del congresso straordinario. Un congresso straordinario tenendo conto del periodo natalizio e di un rapporto democratico non si può fare in pochi giorni perciò la proposta del 30 gennaio come data per il congresso straordinario è antistatutaria e non percorribile. Invitiamo le realtà locali a coordinare con il segretario gli attivi degli iscritti. Quindi ribadiamo l’invito ad essere presenti nella sede di Cassina de’ Pecchi (Mi) in via Roma 81 (raggiungibile con la MM2) il giorno 15 dalle ore 14 in poi (per chi è impossibilitato ad essere presente attiveremo il collegamento via Skype). Il comitato direttivo decide il congresso straordinario da tenersi secondo lo statuto tempo minimo tre mesi (vedi art. 6 statuto). Il prossimo direttivo varerà i tempi, il regolamento dei congressi provinciali e del congresso nazionale anche tenendo conto di eventuali contributi che perverranno. (Visti i tempi stretti la verifica delle iscrizioni è prorogata a fine gennaio 2010). E’ aperta fin da oggi la possibilità di eventuali mozioni alternative. Chi intendesse farlo tra gli iscritti potrà partecipare ed essere rappresentato nella commissione di gestione del congresso. E’ da escludersi che Tiboni e Montagnoli possano fare i garanti di alcunché visto che, tra l’altro, sono parte in causa nella esclusione della CUB Informazione dalla assemblea del 9 e 10 ottobre (quella che doveva essere il “congresso”) ma sarà gradito un gruppo di osservatori esterni delle diverse parti presenti nella CUB.
Approvato il 22 dicembre 2009
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sabato 5 dicembre 2009
Secondamano e l’Ambrogino d’oro
Secondamano e l’Ambrogino d’oro.
La rivista, le lavoratrici e i lavoratori l’hanno ampiamente meritato un po’ meno i gruppi dirigenti delle multinazionali che l’hanno portata verso la crisi e la cassa integrazione.
La notizia dell’ Ambrogino d’oro (attestato di civica benemerenza alle società) a 32 anni dalla nascita del giornale Secondamano è una buona notizia.
Lo è meno lo stato in cui versa l’azienda. Malgrado ciò i proprietari di Porta Portese, Bric a Brac e Affari hanno deciso di investire nell’acquisto di Secondamano che i norvegesi di Schibsted avevano messo in vendita con l’obiettivo di rilanciare la testata.
Le multinazionali Trader e poi Schibsted hanno puntato prima all’allargamento delle testate, poi alla riduzione delle testate e hanno impedito alla utenza tradizionale di consegnare le inserzioni gratuite puntando ad accettare solo quelle a pagamento. Il lancio e gli investimenti per l’on line e internet non hanno prodotto grandi introiti a fronte di cospicui investimenti. In questo modo hanno provocato la crisi da cui sarà duro uscire. Infatti ad oggi è aperta, sulla base di un accordo sindacale, la cassa integrazione per circa 70 persone.
A Torino la filiale è stata ridotta ai minimi termini ed è in corso un piccolo tentativo di rilancio nel mese di dicembre 2009 con sconto sul prezzo di copertina, propaganda e buoni sconto.
A Milano oltre 30 lavoratrici e lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria con parziale rotazione.
L’occasione dell’Ambrogino d’oro potrebbe portare ad un momento di riflessione e di attenzione che chiediamo agli enti e alle istituzioni milanesi affinchè si attivino per possibili scelte concrete che diano prospettiva e lavoro a tutte e tutti.
Vogliamo ricordare che l’occupazione femminile è all’80% in Secondamano ed è perciò ancora più grave la perdita di reddito e di posti di lavoro che già ci vede ultimi in Europa. Lavoratrici e lavoratori e sindacati hanno proposto un’ipotesi di rilancio della testata non solo sulle attività tradizionali ma anche verso i migranti che hanno necessità di informazioni particolari e di trovare quel che gli serve al prezzo d’occasione. Il 2010 sarà un anno di crisi in cui la funzione di Secondamano potrà dare il suo contributo a chi ne ha bisogno.
Lavoratrici e lavoratori hanno necessità di un adeguamento del valore della Cigs e indennità di mobilità che copre circa il 50% dello stipendio con cui si fa fatica a campare.
Lì, 5 dicembre 2009
RSU Secondamano, Slc-Cgil e CUB Informazione
Info: Angelo Pedrini CUB 347 5400864 Giancarlo Toppi Slc-Cgil 3332569094
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giovedì 26 novembre 2009
unità sindacati di base: un altro passo avanti
ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO DELLA RIUNIONE CONGIUNTA
RDB, SDL, SNATER, COMPONENTI CUB, CON OR.S.A.
Le Organizzazioni Sindacali RdB, SDL, SNATER e vasti settori della CUB, nell’ambito del loro percorso di unificazione in un nuovo soggetto confederale e nazionale, pubblicamente presentato nell’assemblea nazionale di Roma del 3 ottobre u. s., si sono incontrate per definire le ulteriori tappe del percorso.
Nel corso dei lavori che si sono svolti il 25 e 26 novembre a Grottaferrata hanno incontrato una delegazione dell’Or.S.A. interessata ad approfondire e sviluppare i contenuti del processo unificante e soprattutto quelli relativi alla definizione di un progetto politico rivendicativo da offrire a tutto il mondo del lavoro al fine di allargare l’area del consenso nei confronti di tale progetto.
A tal fine RdB, SDL, SNATER e vasti settori della CUB hanno condiviso con l’Or.S.A. l’intenzione di proseguire nell’approfondimento dei processi politici e organizzativi e pertanto alle sessioni di lavoro sarà presente l’Or.S.A. con compiti di osservazione e proposta.
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lunedì 5 ottobre 2009
Assemblea Nazionale CUB: o.d.g. Cub Informazione
Verbale riunione (5 ottobre 2009)
Il Comitato Direttivo CUB Informazione Italiana conferma le scelte congressuali e da mandato di continuare le azioni unitarie e la partecipazione ai tentativi in atto di costruire un nuovo soggetto sindacale ricercando dentro la CUB e con tutte le altre realtà sindacali disponibili la possibilità di costruirlo.
Approva e decide di presentare aggiornata la 2° mozione alternativa ai lavori della Assemblea Nazionale CUB del 9-10 e 11 ottobre –Milano- (già presentata dal segretario generale Angelo Pedrini e di cui si conferma la richiesta che, seppure in ritardo, venga pubblicata sul sito www.cub.it . il testo è rintracciabile sul sito: http://cubinformazione.blogspot.com/ ) e dà in particolare indicazione alla delegazione che parteciperà di proporre le seguenti modifiche all’ordine dei lavori previsto:
- la assemblea nazionale CUB del 9-10 e 11 ottobre escluda ogni modifica statutaria e si trasformi in assemblea di dibattito sulle diverse ipotesi presenti (documento di “maggioranza”, conclusioni di Riccione, Rocca di Papa e documenti seguenti, Mozione alternativa presentata da Cub Informazione, altre prese di posizione di organizzazioni CUB);
- che il regolamento della assemblea preveda per la presentazione delle mozioni il 2,5% dei delegati presenti e non il 10%;
- le organizzazioni e i delegati sono invitati a trovare una modalità conclusiva del dibattito che coinvolga lavoratori, iscritti e che porti ad una soluzione politico sindacale e al superamento della CUB in un processo di unità del sindacalismo di base attraverso la riapertura del dibattito e una conclusione (in una prossima assemblea nazionale) che veda tutte le componenti presenti e che passi attraverso il confronto e il contributo dei lavoratori ai quali spetta il compito di decidere entro tre o quattro mesi.
In caso contrario la delegazione parteciperà e contribuirà ai lavori traendone le conseguenze del caso.
Si decide di comunicare tempestivamente al Coordinamento Nazionale CUB e alle segreterie e organismi dirigenti delle organizzazioni CUB in modo da poter costruire le migliori condizioni affinché i delegati alla Assemblea Nazionale CUB abbiano tutti gli elementi per decidere e per verificare eventuali possibilità di azioni comuni con chi condividesse tali proposte.
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martedì 8 settembre 2009
Sindacati di Base confronto Giovedì 10/09/2009
Ai lavoratori/trici, delegati/ e attivisti/e dei sindacati di base e non solo
Serata di confronto a livello regionale Giovedì 10 settembre dalle ore 20,30 presso la sede del Comitato Inquilini a Sesto San Giovanni in via Carlo Marx 495 in fianco alla farmacia comunale (BUS linea 53 che parte da MM1 Sesto Marelli o da MM2 Lambrate fermata davanti alla farmacia).
17 ottobre manifestazione antirazzista a Roma e 23 ottobre sciopero generale: due scadenze da preparare in modo congiunto e unitario per tentare di costruire un argine e risposte alternative di fronte alla crisi e agli accordi separati.
Le assemblee di maggio 2008 e febbraio 2009 dei/lle delegati/e dei sindacati di base come lo sciopero del 17 ottobre 2008 sono i punti alti da cui partire per rilanciare un percorso che salvaguardando il patrimonio esistente porti ad un ruolo e dia una prospettiva di incidere realmente.
Il processo in corso ha suscitato un dibattito nelle varie organizzazioni con aperture e disponibilità da una parte e con resistenze e riproposizioni dell’esistente dall’altra.
Il dibattito interno alla CUB intrecciato con la ripresa del dibattito sulla unità dei sindacati di base consegna ai gruppi dirigenti e ai collettivi nei luoghi di lavoro e ai/lle lavoratori/trici la possibilità di dare una svolta all’andazzo decennale di crescita di nuove sigle e di travasi da una sigla all’altra che non possono bastare a far cambiare le cose.
Tra i sindacati di base è aperta una discussione per un Patto di Base, un Patto Federativo, la semplice unità d’azione e un processo costituente per un nuovo soggetto sindacale che vogliamo cominciare a discutere pubblicamente.
Ma ci sono ostacoli all’unità, si va verso una seconda assemblea parziale della CUB e si rischia che ipotesi di autosufficienza portino alla separazione o al divorzio (di fatto una scissione) proprio mentre nella crisi la necessità di costruire una massa critica dovrebbe portare tutti a trovare le forme più alte di unità anche organizzative tenendo conto che le due assemblee dei delegati dei sindacati di base sulla piattaforma rivendicativa hanno trovato una convergenza e che a questo si tratta di dare continuità con campagne ed iniziative congiunte.
Su questo vogliamo avviare un confronto aperto a tutti/e per contribuire a chiarire come andare avanti ma aperto anche a chi è contrario e vuole venire a dire la sua.
L’apertura di un percorso che porti le attuali organizzazioni a rimettere e rimettersi in gioco anche con sperimentazioni e aggregazioni può essere favorito da un confronto pubblico.
Perciò si parte nella discussione sulle cose da fare insieme (e le prime sono il 17 e il 23 ottobre) e facendo il punto su alcuni problemi interni ai sindacati di base ma questo invito è rivolto a chi è già direttamente coinvolto ma anche a chi sta meditando e pensa sia utile la costruzione di un alternativa.
Da questo primo incontro vorremmo scaturisse la possibilità di una continuità nel confronto.
31 agosto 2009
info e contatti per adesioni: angelo.pedrini@tiscali.it
Angelo Pedrini 347 5400864 e Tonino Vetrano 338 9862276 (CUB Milanoest)
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assemblea cub ottobre 2009: mozione alternativa
Assemblea Nazionale CUB 9-11 Ottobre 2009 (la seconda del 2009)
Mozione alternativa (bozza) :
Dalle CUB alla CUB verso l’unità del sindacalismo di base
e per l’alternativa sindacale.
Dopo i congressi delle “U” e l’assemblea nazionale (parziale) CUB di Riccione si avvicina una seconda assemblea CUB (nel 2009). Quello che continua a mancare è la scelta di un congresso che, coinvolgendo lavoratori e iscritti sulle varie ipotesi, consegni a tutti e non solo ai vertici, la possibilità di scegliere sul futuro.
La difficoltà della crisi insieme alla nuova fase aperta prima con la firma dell’accordo separato e ora con l’avvio delle piattaforme separate sul contratto dei metalmeccanici aprono una nuova stagione nella quale, per costruire un’uscita dalla crisi più favorevole ai lavoratori e lavoratrici, bisogna saper prendere atto dei limiti degli attuali sindacati di base e superarli in positivo cercando di costruire proposte alternative da portare avanti con la democrazia per costruire consenso e rapporti di forza reali e con il conflitto necessario e anche con l’uso delle nuove tecnologie (web 2.0).
Per queste ragioni è utile e necessaria la ricerca della unità tra le forze sindacali di base nate negli anni scorsi che vada oltre il patto di base. Nel frattempo vanno continuate, a tutti i livelli, pratiche di lavoro e di confronto comuni sui territori, nelle aziende, nei gruppi e settori e avviate le riunione degli organismi dirigenti congiunte affinché la discussione sul che fare possa prendere lo spazio necessario.
Il ruolo soggettivo delle diverse realtà presenti nel sindacato CUB sono fondamentali (e non può essere sottaciuto che chi si pone come un freno e con atteggiamenti settari o per paura dell’altro o perché non si vuole contare democraticamente ha una enorme responsabilità negativa). Perciò la prima assemblea nazionale parziale di Riccione del 22-23 e 24 maggio e di una seconda assemblea nazionale (parziale) a Milano il 9-10 e 11 ottobre 2009 non risolvono i problemi che abbiamo di fronte. Continuiamo a lavorare perché si realizzi un congresso di tutta la CUB e a costruire contemporaneamente insieme a chi ci sta una fase costituente per l’unità del sindacalismo di base ponendoci esplicitamente l’obiettivo di un nuovo soggetto che superi in meglio gli attuali sindacati di base (con una terza assemblea aperta anche ad altri soggetti).
La seconda assemblea del 9-10 e 11 ottobre viene convocata (con la semplice maggioranza del coordinamento del 6 maggio) ma il tentativo di una parte del gruppo dirigente cerca di predeterminare i risultati: non è previsto il passaggio della discussione tra gli iscritti di tutte le organizzazioni con le eventuali diverse ipotesi. Gli organismi delle organizzazioni potranno decidere i delegati alla seconda assemblea; dei 305 delegati solo il 12% viene riservato a RdBCUB, la bozza di regolamento prevede l’ampliamento degli organismi dirigenti con lo scopo non tanto mascherato di assegnare il 75% ad una parte e così facendo garantendosi il margine per modificare regolamento e statuto della CUB.
La seconda assemblea CUB dovrebbe proporre un percorso che porti al congresso e quindi al superamento dei doppioni interni alla CUB, la definizione di un percorso unitario con chi ci sta e un patto di base, di consultazione permanente e/o l’unità d’azione con gli altri sindacati di base. La gestione unilaterale del sito www.cub.it, la gestione unilaterale anche delle campagne e della propaganda di scioperi decisi unitariamente, così come la necessità di presentarci uniti alla scadenza del contratto dei metalmeccanici, alle elezione Fiat o Atm di Milano sono tutti elementi che dovrebbero essere risolti positivamente da chi vuole nei fatti l’unità.
Perciò abbiamo opinioni diverse su questioni fondamentali e proponiamo questo documento alternativo e chiediamo a tutta la CUB di andare al confronto congressuale sui vari testi e verificarne il consenso avendo come obiettivo passi avanti per tutti verso la unità.
La CUB è di tutti e quindi a nessuna parte può essere consentito di tentare di impadronirsene.
L’obiettivo non può essere quello di unificarsi con Sdl intercategoriale rompendo con l’area delle “U” ma è evidente che i passi indietro proposti nella relazione al congresso di Sirmione rispetto al 2003 non possono essere accettati perché così si vogliono impedire processi unitari.
A nostro avviso, l’appuntamento di ottobre può essere inteso come momento di confronto ed approfondimento della comune volontà di recuperare lo spirito unitario della CUB perché si faccia promotrice nella costruzione del grande sindacato di massa.
I congressi a Sirmione delle “U” hanno fatto registrare posizioni differenti di difficile interpretazione: Flaica mozione unitaria (che è saltata al primo direttivo nazionale. Vedi documento di Amedeo Rossi), FLMUniti una dozzina di contrari su posizioni alternative, Allca (chimici) approvate mozioni verso l’unità, CUB Tessili e Edili approvata con piccole minoranze, CUB Informazione approvata mozione alternativa (dalle CUB alla CUB…).
La gestione verticistica, insieme ai tempi stretti, hanno prodotto lacerazioni e incomprensioni tra i delegati al congresso (es. il regolamento non era stato approvato ma non era modificabile, le mozioni in alcuni casi tirate fuori all’ultimo momento, la lista del direttivo senza condivisione dei criteri, ecc.). Nei direttivi nazionali c’è stata l’esclusione dalle segreterie delle minoranze, delle aree che hanno votato contro e ciò è inaccettabile e antidemocratico ma non tutto il male viene per nuocere perché ciò potrà servire per approfondire e preparare modalità nuove e più democratiche di quelle utilizzate finora nella cosiddetta area delle “U”.
Va superata, con il confronto diretto, una convocazione unilaterale e di parte del congresso della CUB Trasporti con regolamenti che pensiamo siano totalmente da rivedere. Questi atteggiamenti verticistici hanno provocato allontanamenti e rifiuti di partecipazione che vanno recuperati. La strada non è e non può essere quella di cercare di imporre che tutti debbano portare avanti la linea (perché le altre mozioni sono state bocciate).
Non sono tollerabili accuse di antidemocraticismo a chi la pensa legittimamente in modo diverso e che rivendica la necessità di continuare a farlo per cambiare le scelte che oggi hanno prevalso in congressi a dir poco problematici.
E’ il caso di ricordare la esperienza della Fim Cisl di Milano è stata perennemente la disapplicazione della linea prevalente a livello nazionale e il tentativo di praticare la costruzione di un modo di fare sindacato alternativo arrivando a denunciare la subalternità al capitale della dirigenza sindacale nazionale, a scioperi e azioni legali contro accordi non condivisi. Perciò non è accettabile che oggi venga chiesto a qualcuno di tacere e/o di fare il contrario di quel che pensa (o sentirsi consigliare di astenersi).
La necessità di costruire una risposta alla crisi passa anche per la manutenzione straordinaria dei nostri sindacati, dalla riprogettazione di un nuovo soggetto che insieme alle lotte, alle resistenze e al tentativo di trovare obiettivi adeguati alla fase possa ricercare nuove forme e terreni di lotta senza perdere di vista il basilare radicamento nelle aziende e che sappia riproporre in concreto la democrazia attraverso la possibilità per i lavoratori di decidere e votare su piattaforme alternative, le delegazioni che vanno a trattare e sulla conclusione degli accordi. La elezione dei delegati e diritti sindacali senza discriminazione alcuna.
Tutto ciò non potrà vedere la luce senza che all’interno dei sindacati si sappia praticare la più ampia democrazia e capacità di confronto critico sulle diverse possibili esperienze e forme organizzative sulle quali siamo da oggi impegnati a produrre iniziative per favorire la crescita, il confronto e la possibilità di far maturare scelte utili e necessarie.
Perciò rivolgiamo un appello per costituire all’interno della CUB l’area “aggregazione per la unità” e invitiamo chi condividesse le idee a contattarci e segnalarci la disponibilità a firmarlo e/o comunque a far conoscere il documento anche a lavoratori e iscritti.
Angelo Pedrini, (in attesa di altri firmatari: angelo.pedrini@tiscali.it )
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