Caro/a iscritto/a sei invitato/a
al congresso milanese del sindacato CUB Informazione che si terrà
l’ 8 maggio dalle ore 10 alle 14 circa a Milano in viale Monza 160 (MM1 Gorla) presso la sede dei Cobas.
o.d.g.: bilancio attività e proposte, relazione sulla posizione 1 e relazione sulla posizione 2, interventi degli invitati, dibattito e votazioni documento/i e delegati al congresso nazionale del 25 giugno e organismi.
Il congresso straordinario del sindacato CUB Informazione è importante per decidere insieme come:
- andare avanti per costruire un'alternativa sindacale e trovare le iniziative per aggregare nella categoria i lavoratori insoddisfatti e contrari alle politiche sindacali Cgil, Cisl e Uil;
- portare avanti con iniziative unitarie e di lotta le richieste definite dal Patto di base su cui abbiamo scioperato e quelle decise il 10 aprile a Parigi dal rinato “tentativo” di Rete Sindacale Alternativa Europea che è stato sottoscritto da organizzazioni sindacali di Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Svezia e fra queste 6 sindacati di base Italiani (Cobas, Cub, Cib-Unicobas, Sdl Intercatgoriale, Rdb, Usi);
- costruire forme di resistenza alla crisi, alle casse integrazioni e licenziamenti e che diano prospettiva di occupazione e di difesa del reddito;
Su molti problemi i sindacati di base e la CUB hanno idee vincenti ma in questa fase sono di difficile realizzazione. E a questa difficoltà si aggiunge la frammentazione, le divisione e il settarismo che rende difficile far pesare le forze.
Coscienti che dalla situazione difficile non si esce restando paralizzati ma cercando strade nuove, come Cub Informazione, abbiamo partecipato, fin da Sirmione (congressi del cosiddetto privato della CUB) e in occasioni successive, al tentativo di far nascere un nuovo soggetto sindacale che ha smosso le acque nello stagno del sindacalismo di base. Infatti Sdl Intercategoriale sta realizzando un congresso per far nascere USB (Unione Sindacale di Base) insieme a Rdb e parti delle “U” della CUB. Al processo unitario nuovo sono disponibili e attenti anche Snater e Slai Cobas. Questo processo unitario non convince tutti tant’è che le cosiddette “organizzazioni della CUB” (una nuova firma che raccoglie l’area che resiste e non vuole partecipare alla fondazione di un nuovo soggetto) hanno deciso di tagliarci fuori dall'assemblea nazionale di ottobre 2009 ed hanno operato per costruire un congresso straordinario della CUB Informazione per riportarci volenti o nolenti a cambiare posizione. E quindi siamo di fronte ad un bivio che va gestito democraticamente ma soprattutto che non deve pregiudicare per nessun lavoratore e in nessuna azienda i diritti acquisiti. I lavoratori iscritti alla CUB Informazione hanno aderito alla nostra organizzazione perché pensavano di aver trovato il sindacato di base alternativo. La presenza in Italia di una decina di sindacati di base rende evidente che la strada è in salita e non siamo all’arrivo. Perciò nelle prossime settimane e mesi ognuno si troverà a scegliere se restare dov’è (la CUB, comunque, non sarà più la stessa senza RdB, Varese, ecc.) o partecipare a costruire il nuovo soggetto che nasce il 22 e 23 maggio a Roma (USB – Unione Sindacale di Base) o altro ancora. Ricordiamo che con il 10% di iscritti è stato chiesto un congresso straordinario ma che era già stato indetto dalla maggioranza del direttivo milanese per l’8 maggio e invitiamo tutti/e a partecipare.
Lì, 2 maggio 2010
x direttivo Milanese: Lara Visentin, Giorgio Gorgatti, Angelo Pedrini, Sonia Montauto
giovedì 6 maggio 2010
Milano: Congresso provinciale CUB Informazione
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lunedì 5 aprile 2010
CUB Informazione di Milano 8 maggio 2010 al congresso
Caro/a iscritto/a
Il sindacato CUB Informazione va al congresso:
Il direttivo nazionale ha deciso che si tenga il 25 giugno (vedi il verbale sotto riportato) il congresso nazionale in sede da definirsi.
Mentre il congresso milanese si terrà l’ 8 maggio secondo la decisione presa a maggioranza il 20 marzo scorso.
Sappiamo che nel corso degli ultimi giorni è stata promossa una raccolta di firme tra gli/le iscritte per chiedere la convocazione di un congresso straordinario, sulla base dello statuto, secondo il quale il congresso deve essere convocato se richiesto da un numero di iscritti pari almeno al 10% del totale. Tuttavia, lo statuto prevede che comunque la convocazione del congresso spetti al direttivo, che ne fissa l'ordine del giorno e deve anche essere rispettata la disposizione dello statuto che fissa in tre mesi il periodo minimo che deve trascorrere tra data di convocazione e data di svolgimento del congresso, al fine di garantire il necessario dibattito precongressuale. Per far conoscere le diverse posizioni si devono organizzare assemblee congressuali di azienda e interfabbrica nelle quali siano presentate le varie proposte e sia consentito ai lavoratori/trici di esprimersi liberamente su di essi
Sappiamo che in occasione della raccolta di firme è stata indicata la data del 17 aprile per il congresso straordinario, ma è evidente, per i motivi statutari sopra illustrati che in quella data potrà tenersi solo una riunione di discussione preparatoria del congresso provinciale già convocato per il giorno 8 maggio 2010.
Nota bene: i membri del direttivo milanese sono invitati a rendersi disponibili ad un confronto per verificare l'elenco degli/lle iscritti/e e per concordare date delle assemblee e scadenze di tutto il percorso congressuale.
Milano, 2 aprile 2010
Seg. Generale Lara Visentin
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martedì 23 marzo 2010
Congresso CUB Informazione nazionale 25 giugno 2010
Verbale comitato direttivo CUB Informazione nazionale del 19 marzo 2010.
Il congresso straordinario CUB Informazione è convocato per il 25 giugno 2010
In relazione alla richiesta di congresso straordinario nazionale e locale sostenuto da alcune realtà è bene precisare che:
- sulla base dello statuto nazionale è decisivo che il diritto degli iscritti a conoscere le varie posizioni venga rispettato così come i tempi previsti (almeno tre mesi). Consideriamo forzature irregolari e da superare le riunioni tenutesi in alcune città (autoproclamatesi congresso) che potranno rientrare in un processo di regolarizzazione secondo i principi dello statuto entro e durante la riunione di confronto aperta a tutte le realtà della categoria (anche se senza statuto, non in regola con i contributi, ecc.) che proponiamo si tenga il giorno 29 marzo 2010 presso la sede di Cassina de’ Pecchi e previo invio (la settimana precedente) alla sede di via Roma 81 Cassina de’ Pecchi (Mi) fax 02 25137196 e mail infosindacale@gmail.com dei dati degli iscritti (completi in modo da poter esercitare il diritto a fargli conoscere le diverse opinioni), aziende, eventuali attività svolte e riferimenti aziendali (RSU, ecc).
- il congresso nazionale è convocato il giorno 25 giugno 2010 in sede da definire; i congressi locali si terranno a partire dal 1° maggio e durante il mese di aprile si terranno riunioni con delegati/e attivisti/e e iscritti/e per avviare il confronto su tali temi.
Il regolamento congressuale ed eventuali documenti congressuali alternativi e/o contributi dovranno pervenire entro la riunione succitata e a cura del direttivo nazionale in collaborazione con le realtà locali verranno diffusi così come sarà possibile usare per lo sviluppo del dibattito gli strumenti web e le nuove tecnologie.
Le date delle riunioni locali e aziendali dovranno essere concordate e coordinate con il direttivo nazionale in modo da consentire la presenza delle varie opinioni presenti e ai lavoratori di scegliere.
E’ utile ricordare che lo statuto che deve essere rispettato dice:
Art. 6 - Il Congresso Il Congresso è il massimo organo deliberante e si riunisce ogni 3 anni. La convocazione straordinaria del Congresso può essere richiesta dal Comitato Direttivo a maggioranza di 2/3 nonché da 3 Associazioni regionali e/o provinciali associate. L’ordine del giorno del congresso è fissato dal Comitato Direttivo e deve essere reso noto almeno 3 mesi prima della data di convocazione.
Approvato
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Congresso CUB Informazione di Milano 8 maggio 2010
Verbale comitato direttivo CUB Informazione di Milano del 20 marzo 2010.
Il comitato direttivo CUB Informazione di Milano riunito il 20 marzo 2010 in sede Viale Lombardia, 20 (presenti 7 su 10). Vengono presentati due ordini del giorno che vengono votati in alternativa.
Viene approvato con 4 voti a favore il seguente o.d.g.:
Il congresso straordinario sulla base dello statuto provinciale e nazionale viene convocato tenendo conto delle proposte del Comitato Direttivo Nazionale per il 25 giugno 2010 e consegnando agli iscritti le diverse opinioni su cui scegliere.
Pertanto il congresso della CUB Informazione di Milano si propone che venga realizzato il giorno 8 maggio in sede da definire.
E’ stata fatta una richiesta di anticipare la data del 25 giugno e invitiamo il direttivo nazionale ad esaminarla.
Riceve tre voti a favore e quindi viene respinta la richiesta di realizzare il congresso di Milano il 10 aprile 2010.
Verbale a cura di Lara Visentin
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martedì 2 marzo 2010
Cub Informazione il 5 marzo a Genova per la sentenza G8 Bolzaneto
Il direttivo del sindacato CUB Informazione riunito il 2 marzo 2010 decide la partecipazione con una delegazione al presidio davanti al Tribunale di Genova il 5 marzo alle ore 11 per la sentenza Bolzaneto. La presenza alle giornate del G8 e la violenza esercitata contro i dimostranti ha reso evidente l’uso e l’abuso del potere che si è visto anche successivamente in troppe occasioni in diverse città.
5 marzo: presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto
COMUNICATO COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
Il prossimo 5 marzo sarà emessa la sentenza d’appello sui fatti di Bolzaneto.
La caserma di Bolzaneto durante il vertice G8 del 2001 era il luogo deputato alla consegna dei manifestanti fermati, carcere provvisorio, per la loro eventuale successiva traduzione verso le strutture carcerarie “normali”. I reati contestati a diversi elementi della Polizia Penitenziaria, Carabinieri, medici e paramedici dell’amministrazione penitenziaria, agenti e funzionari della Polizia di Stato: abuso d’ufficio, abuso d’autorità su arrestati, violenza privata, lesioni personali, percosse, ingiurie, minacce e falso ideologico. I fatti di Genova hanno sempre faticato ad uscire dal silenzio in cui l’informazione e la politica li hanno confinati. A maggior ragione faticano oggi, in un Paese che sembra sempre più sconfitto e con un’opinione pubblica sempre più distratta o indifferente. Noi pensiamo che quanto accaduto a Genova nel luglio 2001 non sia semplicemente un fatto “storico”, ma qualcosa che ci parla dell’attualità italiana. L’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” della scuola Diaz, le torture di Bolzaneto sono significativi dell’arretramento del Paese in tema di civiltà e diritti. In questi nove anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la società avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti negli anni successivi il luglio genovese. Pensiamo anche a casi che escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (Aldo Bianzino, Marcello Lonzi, Stefano Cucchi). Forse anche questo ci dice che quanto accaduto a Genova è significativo non solo della mancanza di diritti di chi manifesta, ma di un restringimento dei diritti per tutti. Le sentenze di primo grado per i fatti della Diaz e di Bolzaneto non hanno portato ad alcun segnale, concreto, nonostante quanto indicato e raccomandato da Amnesty International: le pene inflitte non saranno mai scontate, molti degli imputati e dei condannati in questi processi sono stati nel frattempo promossi, nessuno ha subito provvedimenti disciplinari o è stato sospeso dall’incarico. Chiediamo a tutti i cittadini, a cominciare da parenti e amici di vittime delle violenze di Stato, di unirsi a noi in un presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto.
Appuntamento quindi per il giorno 5 Marzo 2010 alle ore 11,00: davanti al Tribunale di Genova via XII Ottobre
Per adesioni: info@veritagiustizia.it www.veritagiustizia.it
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sabato 13 febbraio 2010
Videotime (Mediaset) verso lo sciopero del 20 febbraio
SOSTENIAMO LO STATO D’AGITAZIONE
La RSU Slai Cobas di Milano indice la ripresa dello stato d’agitazione a seguito della impossibilità di un confronto sereno con l’Azienda relativo alla prevista esternalizzazione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria.
L’atteggiamento dell’Azienda è palesemente rivolto alla pura perdita di tempo in attesa della scadenza prevista di fine mese. I sindacati confederali mantengono un atteggiamento attendista privi di una reale strategia in difesa delle lavoratrici minacciate di esternalizzazione.
La CUB Informazione è determinata ad intraprendere tutte le azioni possibili per contrastare il piano di ristrutturazione aziendale, in difesa del posto di lavoro di tutti i dipendenti Mediaset, del loro futuro, della loro professionalità.
La CUB Informazione sostiene lo stato d’agitazione in preparazione di una giornata di sciopero per il 20 Febbraio che veda tutti i dipendenti Videotime di nuovo uniti, solidali e decisi come hanno già dimostrato di saper fare.
CUB Informazione Videotime Roma
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Videotime: stato agitazione verso lo sciopero il 20 febbraio
OGGETTO: Dichiarazione stato agitazione
La RSU SLAI Cobas della società Videotime S.p.A., in seguito allo svolgimento degli incontri del 22 e 29 gennaio 2010, non ha avuto la possibilità di un confronto finalizzato ad una discussione in merito alla valutazione degli aspetti legati alla decisione intrapresa dalla società Vidoetime S.p.A., ovvero quella di “esternalizzare” i reparti trucco, acconciature e sartoria, in un contesto di cessione di ramo d’azienda alla società Pragma S.r.l..
Inoltre comunichiamo nella fattispecie le seguenti ragioni:
ESTERNALIZZAZIONE REPARTI E STUDI
Intendiamo fermamente salvaguardare le lavoratrici colpite dal procedimento di esternalizzazione in corso, così come tutti gli altri lavoratori Videotime che con il recente smantellamento dello studio 14 a Milano e gli accordi con il settore giornalistico, vedono una reale minaccia verso il proprio posto di lavoro così come la propria specifica occupazione e professionalità.
Chiediamo di rivedere la politica intrapresa dal gruppo relativa alle produzioni di format e programmi che in molti dei casi vengono affidati a società e/o personale esterno.
Intendiamo discutere del trattamento dei lavoratori delle società di service esterne cosi come le stesse società, in merito al loro inquadramento del regime ENPALS, se è vero come ci risulta, in alcuni casi, il non inserimento di detti lavoratori nel contratto CCNL - FRT nazionale.
INDISCREZIONI DELLA STAMPA
In base alla lettura di un articolo del quotidiano “la Repubblica” (articolo apparso su Affari e Finanza del 18 gennaio 2009; “Costi alti, share in calo - Mediaset deve dimagrire – Toccherà anche a Publitalia” e mai smentito ufficialmente), si evince che vi sono in corso movimenti da parte di Mediaset S.p.A. atti a sanare i costi ritenuti in eccesso e quantificabili, secondo le stime degli analisti, in un 15% della totalità dei costi sostenuti dall’azienda.
Di conseguenza questi movimenti interni, sempre secondo le stime degli analisti, indicherebbe in un immediato futuro tagli dei costi operativi stimati tra i 200 e i 250 milioni di euro.
E quindi, come recita l’articolo di cui sopra “non è purtroppo difficile ipotizzare che tra gli oltre 6mila dipendenti Mediaset ci sia un buon 10% di potenziali esuberi, rispetto ai quali i 56 del trucco e sartoria sono meno di una decima parte.”
E in questa ipotetica ma realistica situazione verrebbe coinvolta anche Publitalia e riteniamo anche la società RTI.
Tali indiscrezioni, non essendo appunto smentite ufficialmente da Mediaset, creano forte preoccupazione all'interno di tutta la parte tecnica e produttiva di Videotime.
I possibili costi che l’azienda vuole eliminare, utilizzando società esterne, si riflettono su una grande parte delle risorse interne, le quali vengono messe da parte e diventano vulnerabili a futuri processi di esternalizzazione.
Di conseguenza, non avendo avuto modo di raggiungere un confronto con l’azienda, la RSU SLAI Cobas, confermando la propria contrarietà all’operazione oggetto della decisione intrapresa da Videotime S.p.A., si ripropone di convincere l’azienda a recedere dal progetto di cessione di ramo prefissato e si rende disponibile ad esaminare soluzioni interne alternative atte allo scopo di fornire il miglior utilizzo dei reparti a un possibile piano industriale.
Al fine di mantenere ferme le nostre richieste, la RSU SLAI Cobas Videotime indicono lo stato d’agitazione a partire da oggi con l’applicazione delle relative modalità che verranno comunicate successivamente alla presente lettera. Tale stato di agitazione vedrà il suo culmine nella giornata del 20 febbraio che verrà proclamata giornata di Sciopero Nazionale dei dipendenti Videotime nel caso l’azienda non retrocedesse nei propositi di esternalizzazione. Giornata di sciopero alla quale seguiranno altre ed appropriate iniziative tese al perseguimento del nostro fine.
Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, i delegati sindacali di tutto il gruppo Mediaset a non abbassare la guardia. Sosteniamo le nostre colleghe del Trucco, Acconciature e Sartoria. Proteggiamo il nostro futuro. Salvaguardiamo la nostra professionalità.
Milano, 03 febbraio 2010
RSU Videotime Milano
membri eletti nella lista SLAI Cobas
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venerdì 8 gennaio 2010
Sciopero Mediaset 10 e 11 gennaio
La CUB Informazione e lo Slai Cobas sostengono lo sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo Mediaset a livello nazionale ed invitano i lavoratori e lavoratrici a partecipare alla mobilitazione .
Da tempo sosteniamo che oscure manovre si agitavano alle spalle dei lavoratori. Il rinvio del rinnovo del contratto integrativo è stato un chiaro segnale delle intenzioni di questa azienda.
La cessione del settore trucco, acconciature e sartoria ad una società esterna è solo il primo tassello di un domino che vedrà cadere uno dopo l’altro interi settori produttivi? Alla luce di questi avvenimenti dobbiamo chiederci se l’obbiettivo dell’azienda sia la dismissione di Videotime? O di molte parti di Mediaset?
La cessione di rami d’azienda da parte del principale gruppo televisivo privato che fa capo al Presidente del Consiglio non trova ragione in un reale stato di crisi ma in una scelta politica. Mediaset non è una azienda in crisi, se è vero che gli incassi pubblicitari sono rimasti stabili nel 2008 il fatturato ha continuato a crescere con un aumento del 4,2 %. La stessa Mediobanca prevede un aumento del titolo per il 2010. Dunque la scelta è quella, tutta politica, di fare di questo paese una repubblica non più fondata sul lavoro. Un paese in cui vada definitivamente a sparire il lavoro a tempo indeterminato, il “lavoro fisso”, la garanzia del futuro e della pensione, per lasciare posto alla totale deregolamentazione, al lavoro precario e nero. Questo il segnale che viene da Mediaset a tutti gli imprenditori del paese. Non sappiamo se l’obbiettivo finale è quello di vendere (forse già hanno venduto) Videotime o l’intero gruppo Mediaset, certo è che i segnali sono preoccupanti e che la dismissione del settore trucco, acconciature e sartoria potrebbe essere solo il primo tassello di un domino che travolgerà intere professioni, posti di lavoro, famiglie. Per questo cercheremo di fare argine ad una simile catastrofica deriva che travolgerà non solo i dipendenti Mediaset, non solo tutti i lavoratori dell’indotto che già oggi operano in condizioni da paese incivile, ma darà il via libera alla distruzione sistematica di qualsiasi garanzia occupazionale.
Lo sciopero del 10 e 11 gennaio è solo la prima risposta di protesta a cui seguiranno altre giornate di lotta che cercheremo di organizzare allargando la partecipazione a tutta la categoria dei lavoratori del Broadcast.
Lì, 8 gennaio 2010
CUB Informazione
Milano - Cassina de’ Pecchi (Mi) - via Roma 81 tel. 0295299551 fax 0225137196
Roma - Via dell’Aeroporto 129 - 00175 Roma Tel 06 762821; Fax 06 7628233
e mail infosindacale@gmail.com http://cubinformazione.blogspot.com
Slai Cobas
Milano Viale Liguria, 49 20143 Milano 02 8392117 www.slaicobas.it
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mercoledì 30 dicembre 2009
Cub Informazione e congresso straordinario
Il direttivo CUB Informazione riunito il 22 -12-2009 vista la situazione straordinaria nella CUB e le importanti novità e disponibilità a percorsi unitari da parte di Sdl Intercategoriale, SlaiCobas, Snater e Or.S.A. che hanno sorpreso anche i più ottimisti e che non sono state previste da gran parte del dibattito al momento della preparazione dei Congressi di Sirmione invita le altre realtà di categoria della CUB ad aprire in contemporanea nella primavera prossima una stagione di congressi straordinari (coinvolgendo lavoratori/trici e iscritti/e e verificando le ipotesi in campo. I delegati ai congressi non dovrebbero essere in automatico quelli di Sirmione) e proponiamo di riprendere il cammino unitario o in alternativa la cessazione consensuale della esperienza della CUB con accordi tra le parti e cercando soluzioni che garantiscano continuità e il massimo dei diritti per lavoratori, lavoratrici e delegati/e a chi resta e chi va … verso l’unità con altri (con la sigla CUB Informazione se verrà confermata la attuale maggioranza e la linea di Sirmione). La CUB l’abbiamo costruita tutti insieme: non è una idea collettiva pensare che sia di proprietà di una parte. Per gli/le iscritti/e di aziende senza diritti cambiare sigla non cambia molto… ma per chi facendo sindacato si è imposto con accordi e pratiche sindacali è importante evitare di ripartire da zero. E ciò diventerà inevitabile per qualcuno se si andrà alla spaccatura della CUB.
La possibilità di unità organizzativa con chi ci sta e di un nuovo Patto unitario sulle lotte e campagne comuni è a portata di mano e quindi andrebbe superata la scelta di autosufficienza e di settarismo con proposte adeguate. Il direttivo affida a Angelo Pedrini la stesura della bozza di un testo congressuale e del regolamento (sulla base dei testi approvati a Sirmione e successivamente) che dovrà essere discusso nel prossimo direttivo del giorno 15 gennaio 2010 che si terrà in forma allargata alle città con iscritti e a chiunque degli organismi della CUB chieda di partecipare come osservatore con all’ordine del giorno anche la scelta del congresso straordinario. Proponiamo che il 30 gennaio si tenga una prima giornata di confronto aperto e di eventuale avvio del congresso straordinario. Un congresso straordinario tenendo conto del periodo natalizio e di un rapporto democratico non si può fare in pochi giorni perciò la proposta del 30 gennaio come data per il congresso straordinario è antistatutaria e non percorribile. Invitiamo le realtà locali a coordinare con il segretario gli attivi degli iscritti. Quindi ribadiamo l’invito ad essere presenti nella sede di Cassina de’ Pecchi (Mi) in via Roma 81 (raggiungibile con la MM2) il giorno 15 dalle ore 14 in poi (per chi è impossibilitato ad essere presente attiveremo il collegamento via Skype). Il comitato direttivo decide il congresso straordinario da tenersi secondo lo statuto tempo minimo tre mesi (vedi art. 6 statuto). Il prossimo direttivo varerà i tempi, il regolamento dei congressi provinciali e del congresso nazionale anche tenendo conto di eventuali contributi che perverranno. (Visti i tempi stretti la verifica delle iscrizioni è prorogata a fine gennaio 2010). E’ aperta fin da oggi la possibilità di eventuali mozioni alternative. Chi intendesse farlo tra gli iscritti potrà partecipare ed essere rappresentato nella commissione di gestione del congresso. E’ da escludersi che Tiboni e Montagnoli possano fare i garanti di alcunché visto che, tra l’altro, sono parte in causa nella esclusione della CUB Informazione dalla assemblea del 9 e 10 ottobre (quella che doveva essere il “congresso”) ma sarà gradito un gruppo di osservatori esterni delle diverse parti presenti nella CUB.
Approvato il 22 dicembre 2009
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sabato 5 dicembre 2009
Secondamano e l’Ambrogino d’oro
Secondamano e l’Ambrogino d’oro.
La rivista, le lavoratrici e i lavoratori l’hanno ampiamente meritato un po’ meno i gruppi dirigenti delle multinazionali che l’hanno portata verso la crisi e la cassa integrazione.
La notizia dell’ Ambrogino d’oro (attestato di civica benemerenza alle società) a 32 anni dalla nascita del giornale Secondamano è una buona notizia.
Lo è meno lo stato in cui versa l’azienda. Malgrado ciò i proprietari di Porta Portese, Bric a Brac e Affari hanno deciso di investire nell’acquisto di Secondamano che i norvegesi di Schibsted avevano messo in vendita con l’obiettivo di rilanciare la testata.
Le multinazionali Trader e poi Schibsted hanno puntato prima all’allargamento delle testate, poi alla riduzione delle testate e hanno impedito alla utenza tradizionale di consegnare le inserzioni gratuite puntando ad accettare solo quelle a pagamento. Il lancio e gli investimenti per l’on line e internet non hanno prodotto grandi introiti a fronte di cospicui investimenti. In questo modo hanno provocato la crisi da cui sarà duro uscire. Infatti ad oggi è aperta, sulla base di un accordo sindacale, la cassa integrazione per circa 70 persone.
A Torino la filiale è stata ridotta ai minimi termini ed è in corso un piccolo tentativo di rilancio nel mese di dicembre 2009 con sconto sul prezzo di copertina, propaganda e buoni sconto.
A Milano oltre 30 lavoratrici e lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria con parziale rotazione.
L’occasione dell’Ambrogino d’oro potrebbe portare ad un momento di riflessione e di attenzione che chiediamo agli enti e alle istituzioni milanesi affinchè si attivino per possibili scelte concrete che diano prospettiva e lavoro a tutte e tutti.
Vogliamo ricordare che l’occupazione femminile è all’80% in Secondamano ed è perciò ancora più grave la perdita di reddito e di posti di lavoro che già ci vede ultimi in Europa. Lavoratrici e lavoratori e sindacati hanno proposto un’ipotesi di rilancio della testata non solo sulle attività tradizionali ma anche verso i migranti che hanno necessità di informazioni particolari e di trovare quel che gli serve al prezzo d’occasione. Il 2010 sarà un anno di crisi in cui la funzione di Secondamano potrà dare il suo contributo a chi ne ha bisogno.
Lavoratrici e lavoratori hanno necessità di un adeguamento del valore della Cigs e indennità di mobilità che copre circa il 50% dello stipendio con cui si fa fatica a campare.
Lì, 5 dicembre 2009
RSU Secondamano, Slc-Cgil e CUB Informazione
Info: Angelo Pedrini CUB 347 5400864 Giancarlo Toppi Slc-Cgil 3332569094
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venerdì 24 luglio 2009
Secondamano: lunedì 27 luglio incontro decisivo
Secondamano: lunedì 27 luglio incontro decisivo per verificare il piano, per evitare i licenziamenti, per la cassa integrazione a rotazione e con integrazione al reddito e la formazione.
• Gruppi di lavoro per idee e proposte
La proposta di accelerare i tempi per la definizione di un accordo è una possibilità che dovrebbe andare di pari passo con le esigenze di lavoratori e lavoratrici.
Il piano scritto per la mobilità comprende un fritto misto in alcune aree e uno scorporo delle varie aree funzionale a individuare in parte gli esuberi. In altri casi la confusione forse è dovuta al tentativo di far tornare i conti economici ma così l’azienda, il processo produttivo potrebbe non funzionare. E’ quindi indispensabile che si mettano al lavoro gruppi di studio, di verifica del piano (costruito di corsa insieme a chi fino a ieri ha gestito e sostenuto l’online e non si è preoccupato della carta). A lavoratori e lavoratrici chiediamo di farsi avanti con idee e proposte per il rilancio delle attività; può darsi che siano in contraddizione con le scelte della direzione ma sappiamo per esperienza che loro non hanno la bacchetta magica. Un gruppo di lavoratori/trici potrebbe affiancarsi o aggiungersi alle RSU e alle organizzazioni sindacali per evitare di buttare via il bambino con l’acqua sporca e provare tutte le strade possibili per allargare le attività (riprendendo quelle vecchie e trovandone di nuove).
• Cassa integrazione a rotazione e integrazione al reddito
La legge prevede la rotazione. Un buon accordo dovrebbe escludere le zero ore per tutti e/o un massimo di permanenza in cigs (il 50% del periodo??). La integrazione al valore della cigs (minimo 780 euro e massimo 858 euro per dodici mesi e ognuno può confrontare per una calcolo sommario con il CUD la sua perdita) è una richiesta avanzata da molti in questo periodo di crisi economica. La soluzione è quella di una modifica legislativa che riporti all’80% del salario reale di ognuno la indennità di mobilità e di cassa integrazione. Nel frattempo è necessario che si avanzi a livello aziendale la richiesta di integrazione del salario mancante. Nel caso di 70 persone in cigs ogni 100 euro di integrazione la direzione spenderebbe 7.000 euro … non sono cifre folli considerando che il numero potrebbe parzialmente decrescere… e considerando la difficoltà a trovare posto di lavoro l’investimento per evitare drammi e difficoltà ai bilanci famigliari è una importante componente sociale. Non pensiamo che l’investimento debba essere dirottato solo sull’incentivo per chi se ne va.
Naturalmente una buona rotazione consente di guadagnarsi una parte di reddito intero che quindi compensa parzialmente le perdite di una eventuale cigs a zero ore. In ogni caso andrebbero salvaguardati ferie, 13esima e premio di giugno per intero.
Perché in tutti reparti si può fare la rotazione?
La direzione, la Confindustria sostiene la rotazione possibile se le esigenze tecniche produttive lo consentono. La formula è generica e non vincolante e quindi insufficiente.
Quel che è certo che la cassa a zero ore risulta una discriminazione impugnabile legalmente se è ingiustificata.
Non bastano i criteri della lettera della mobilità che vengono superati dall’utilizzo della cassa integrazione e quindi si deve rivedere il tutto con un'altra ottica.
• A parità di livello non ci può essere una giustificazione contraria alla rotazione;
• per chi ha cambiato mansione e funzioni negli anni questo può costituire un elemento utile a favorire la rotazione.
• La cassa integrazione può essere a rotazione mensile o settimanale per una parte dei lavoratori e delle lavoratrici e per altri/e può essere nella giornata (una la mattina e un’altra il pomeriggio; in azienda vedi centralino ecc. ci sono già postazioni dove ciò è praticato).
• Nel caso di un reparto di 4 lavoratori per i quali sarebbe prevista la eliminazione della mansione si aprono scenari diversi: a) verifica se sia proprio necessario e giusto la totale eliminazione; b) altre attività simili esistono e sono svolte da altri reparti con i quali si può ruotare; c) ci sono reparti come il call center con un organico ampio che potrebbe incorporare previo addestramento o formazione necessaria altri 4 lavoratori ed essere coinvolto in quanto reparto dalla cassa integrazione a rotazione. E questa mobilità va studiata ma normalmente c’è stata una mobilità fra vari reparti che è servita alla azienda e che in questo caso consente di evitare la cassa integrazione a zero ore per alcuni (che non sono responsabili del negativo andamento aziendale perciò è sbagliato e discriminante che ricada soprattutto su alcune aree il rischio e le perdite della cigs)
• La formazione uno strumento per favorire la ricollocazione?
Durante il periodo che non sarà breve di permanenza in cigs si dovranno costruire percorsi ad hoc in collaborazione con le istituzioni con particolare riferimento al personale femminile anche perché in Italia abbiamo la % più bassa di occupazione femminile d’Europa.
• Un criterio generale di non discriminazione e di parità
Ammesso che in alcuni reparti c’è la necessità di superamento di quelle attività non può essere scaricata sui lavoratori presenti oggi la causa della crisi e le negative conseguenze economiche e di rischio del posto di lavoro. La mobilità orizzontale e di reparto invocata come disponibilità da parte delle aziende può essere l’occasione per ridistribuire solidalmente le attività residue necessarie. Perciò oltre al principio della buona fede e della correttezza si tratta di inserire nell’accordo principi di salvaguardia per tutti ed evitare la discriminazione della cassa integrazione a zero ore.
Lì, 23 luglio 2009
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giovedì 16 luglio 2009
100 licenziamenti alla Ocè Italia
Ocè Italia dichiara lo stato di crisi con
100 licenziamenti su 560 lavoratori.
Gli azionisti vogliono più soldi.. i lavoratori perdono il posto di lavoro
La crisi generale e le ristrutturazioni, di cui in parte approfittano diverse aziende, hanno portato alla ribalta argomenti che devono trovare una concretizzazione nazionale con leggi ma anche negli accordi aziendali: blocco o sospensione dei licenziamenti e soluzioni alternative come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione a rotazione con integrazione del reddito.
In particolare, nel piano proposto dall’azienda, in molte realtà non sono convincenti i numeri mentre in altre, tenendo conto di una riduzione delle attività, si potrebbero usare i contratti di solidarietà: ad esempio ciò è possibile nelle aree dei tecnici ma anche nella sede di Cernusco sul Naviglio dove sono previste perdite occupazionali importanti e in particolare di lavoratrici.
Ancora una volta, nel bel mezzo della crisi generale che qualche conseguenza la provoca anche in Ocè, si sommano situazioni particolari di mancanza di carichi di lavoro e di fine commessa ma quel che non sta in piedi è il piano generale con i 100 licenziamenti.
La direzione, consapevole che possono essere solo una quindicina i cosiddetti prepensionabili che potrebbero essere attratti dal “bonus”, ha in mente un taglio drastico per arrivare a ridurre i costi di 100 persone con l’uso della cassa integrazione straordinaria .. e poi fuori con il licenziamento in mano. Altri impegni generici e non vincolanti. L’uso di altri strumenti come la formazione o la ricollocazione devono essere elementi certi che prevedono il passaggio da posto di lavoro a posto di lavoro.
La CUB Informazione e la FLMUniti-CUB propongono, perciò, a lavoratrici e lavoratori una linea sindacale che imponga alle aziende di tenere conto della responsabilità sociale per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti.
In diverse aree sono presenti interinali (a somministrazione) e tempi determinati che sono utili e necessari e che, perciò, dovrebbero trovare, in una sanatoria con le assunzioni, la possibilità di evitare di essere discriminati nell’uso degli ammortizzatori sociali.
La possibilità di portare avanti delle proposte diverse da quelle che ha in mente la direzione dipende anche dalla forza sindacale (che si misura anche con gli iscritti) e dal sostegno alle proposte alternative.
Andremo all’incontro in Unione Grafici il 23 luglio per portare queste ragioni ma senza la lotta non ci regaleranno nulla.
Lì, 16 luglio 2009
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Pedro
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76 licenziamenti a Secondamano, Milano sciopera
Editoriale Secondamano srl: la nuova proprietà ha avviato i licenziamenti collettivi per 76 lavoratori e lavoratrici su 161 dipendenti.
No ai tagli drastici della occupazione.
Si a strumenti alternativi per salvare la occupazione come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione con la salvaguardia del reddito.
Oggi sciopero di un 'ora dalle 11,30 alle 12,30 con assemblea nel parco in fianco alla sede (la direzione non ha concesso la sala). Domani tocca alla sede di Torino con 4 ore di sciopero
La procedura aperta prevede di fatto la chiusura della sede a Torino con 33 licenziamenti su 37 presenti e a Milano 43 licenziamenti su 124 dipendenti. La nuova proprietà ha ereditato dal gruppo Schibsted (norvegese) una situazione aziendale delicata e complicata nonostante negli ultimi 18 mesi oltre 50 persone abbiano lasciato l’azienda…
La necessità di abbandonare e/o ridurre alcune funzioni online o altre superate perché legate alle necessità della multinazionale deve portare ad un confronto sul piano di rilancio della storica testata.
Il piano dovrà tenere conto delle attività utili e necessarie, il ripristino e /o il rilancio di attività abbandonate e la ricerca di nuove attività per dare stabilità ai prodotti, all’azienda e alla occupazione.
La grave crisi generale che si somma alla crisi aziendale non può e non deve portare alla soluzione estrema dei licenziamenti di cui alcune forze sindacali compresa la CUB chiedono la sospensione o il blocco degli stessi.
La Costituzione prevede un ruolo sociale delle aziende che si dovrebbe vedere nei momenti difficili con azioni che evitino tagli occupazionali.
Le leggi esistenti prevedono la salvaguardia occupazionale attraverso i contratti di solidarietà e/o la cassa integrazione a rotazione a cui si può aggiungere percorsi di formazione e riqualificazione.
Ma il futuro va gestito con il passaggio da posto di lavoro a posto di lavoro.
A maggior ragione ciò va attuato in un‘azienda con prevalenza di lavoratrici donne (circa 80% e con il 37% di dipendenti a part time).
Governi, istituzioni e sindacati chiedono e si appellano alle azioni necessarie per far uscire l’Italia dagli ultimi posti per la occupazione femminile. Quel che serve sono fatti concreti che non lascino sulla strada lavoratrici e lavoratori.
Andremo all’incontro in Unione Grafici il 17 luglio per portare queste ragioni ma senza la lotta non ci regaleranno nulla. Lanciamo un appello ai nuovi proprietari (che posseggono a Roma Porta Portese, a Napoli Bric a Brac e a Genova Affari) ad evitare la mano pesante e a trovare soluzioni alternative ai licenziamenti.
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lunedì 8 giugno 2009
Schibsted ha messo in vendita Secondamano
Lettera aperta agli acquirenti e alla città.
Siamo Lavoratrici (80% della manodopera), lavoratori e sindacati Slc-Cgil e CUB Informazione presenti in azienda e ci rivolgiamo ai potenziali acquirenti, alle istituzioni e alla città per dire la nostra sul possibile futuro di Secondamano.
La società vale non solo per il marchio o per le professionalità che esprime. E’ nostra convinzione, e su questo Vi chiediamo di riflettere, che la testata e il servizio (gratuito) che ha sempre offerto alla cittadinanza rappresentino un valore sociale altissimo.
Gli inserzionisti privati sono sempre stati la colonna portante del nostro giornale; quella che ci ha permesso di resistere alla concorrenza e di suscitare interesse negli imprenditori che hanno nel tempo trovato in noi un veicolo per le loro attività di compravendita.
Milano non dovrebbe perdere una testata storica.
E proprio per questo chiediamo ai nuovi compratori e alle istituzioni che la acquisizione avvenga con un piano di rilancio/riorganizzazione, per il settore cartaceo, delle funzioni principali: il recupero delle inserzioni gratuite, la raccolta diffusa sul territorio (reintegrando le edicole, ampliando gli sportelli ecc.); la verifica della fattibilità di spazi ad hoc per i migranti potrebbe essere un’ulteriore fonte di sviluppo sia economico che della funzione sociale che storicamente ci contraddistingue.
Naturalmente il sito internet: www.secondamano.it , l’online va mantenuto e sviluppato per l’importanza sempre maggiore che assumerà nei confronti della testata cartacea tradizionale.
Un commento sul ruolo delle multinazionali: Trader.com ha ampliato a dismisura il numero delle testate, anche senza pubblico, depotenziando e impoverendo le testate trainanti; tutto ciò è stato fonte forse di finanziamenti e di “aumento tossico del valore della società e del gruppo” in previsione di una sua vendita (oltre che di bonus esagerati per il management).
L’acquisizione da parte di Schibsted delle testate europee e sudamericane, per le quali secondo il nostro parere è stato pagato un prezzo “esagerato”, è avvenuta senza comprendere le loro specificità.
E’ il caso del nostro paese: scelte sbagliate e avventate hanno prodotto difficoltà ed errori colossali che sono alla base della grave situazione economica in cui ci troviamo.
Lo svuotamento quasi totale delle potenzialità e specificità del prodotto cartaceo (che rappresenta ancora i 2/3 del fatturato totale), la chiusura e la vendita delle testate locali (Bologna, Parma, Piacenza, Ravenna, Ferrara e Lugano) e di Più Case, un piano di investimenti unicamente rivolto allo sviluppo dell’on line, i costi sostenuti per l’introduzione di applicativi e tecnologie varie che si sono rivelate inadeguate ed evitabilissime, una politica di bonus al management anche quando i bilanci dicevano quel che dicevano si sono intrecciati con gli effetti della crisi internazionale.
Questo ha portato alla situazione odierna, rendendo difficile la vendita della società.
Quello che chiediamo agli interessati all’ acquisizione di Secondamano, è di pensare a valorizzare l’idea originaria di queste testate siano esse cartacee od on line.
E’ attorno a questa esigenza sociale che il “cliente “delle inserzioni gratuite e/o a pagamento può essere interessato a pubblicare ancora per molto tempo
Milano, primavera 2009
Rappresentanze Sindacali Unitarie
(Daniela De Antonellis, Roberto Campolunghi e Sonia Montauto)
Sindacati Slc-Cgil e CUB Informazione
(Giancarlo Toppi e Angelo Pedrini)
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mercoledì 6 agosto 2008
Fallimento New Reversal Service: il TFR dal fondo garanzia Inps
Recupereranno dopo due anni il loro TFR tramite il Fondo Garanzia dell’Inps i 26 lavoratori della New Reversal Service chiusa a fine 2006.
Lo storico laboratorio fotografico a cui la moda e gli stilisti si rivolgevano in via Osoppo
Infatti alcuni hanno trovato un nuovo posto di lavoro, spesso più precario e mal pagato altri sono ancora senza lavoro.
Dura
Il Giudice Galioto nella seconda udienza del 2 luglio 2008 chiude il passivo fallime
I tempi per ottenere i diritti come il TFR e le mensilità arretrate sono lunghi e complicati… come dimostra anche questa esperienza e ciò nonosta
L’ufficio vertenze e fallime
E’ importa
Le aziende del gruppo hanno dato lavoro nel mome
Non è solo colpa del mercato che forse è calato del 50% se la occupazione è stata azzerata. La società, gli azionisti nei decenni hanno incamerato fior fiore di profitti e negli ultimi anni hanno denunciato perdite.
Ai lavoratori è toccato il licenziame
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18 lavoratori in cigs alla I.G. Pubblicità Milano
Industrie Grafiche Pubblicità Milano di Baranzate (Mi): 18 lavoratori in cassa integrazione straordinaria.
Calendari e agende di qualità e in piccoli lotti: un’altra ditta storica in difficoltà (nasce nel 1921 e dal 1970 c’è una nuova gestione).
Ancora una volta le banche sono in parte responsabili delle difficoltà economiche perché la loro unificazione ha comportato la riduzione degli scoperti bancari mettendo in ginocchio la società e bloccando ogni liquidità.
Ad oggi i lavoratori non hanno ricevuto lo stipendio di giugno e luglio e non è prevedibile che arriverà quello di agosto.
La società è in liquidazione dal 23 luglio e si è realizzato un accordo sindacale per la cassa integrazione straordinaria e la mobilità che lunedì 4 agosto verrà ratificato con l’esame congiunto presso gli uffici regionali.
L’azienda ha un posto di rilievo nel settore del calendario pubblicitario, libro illustrato e catalogo pubblicitario. Non siamo di fronte a macchinari obsoleti anzi è perfettamente funzionante il parco macchine in grado insieme alla competenza e professionalità dei lavoratori e lavoratrici di produrre una buona qualità.
Le tipologie di articoli confezionati sono: calendari di ogni tipo con diverse legature, cataloghi, pieghevoli, riviste periodiche, poster e manifesti da muro, blocchi annotazioni, agende, ecc..
E questi sono alcuni dei clie
La crisi occupazionale potrebbe essere superata riprendendo la produzione al rientro dalle ferie proveremo tutte le strade per evitare il precipitare della crisi.
E’ stato chiesto dal
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