martedì 23 marzo 2010

Congresso CUB Informazione di Milano 8 maggio 2010

Verbale comitato direttivo CUB Informazione di Milano del 20 marzo 2010.

Il comitato direttivo CUB Informazione di Milano riunito il 20 marzo 2010 in sede Viale Lombardia, 20 (presenti 7 su 10). Vengono presentati due ordini del giorno che vengono votati in alternativa.

Viene approvato con 4 voti a favore il seguente o.d.g.:

Il congresso straordinario sulla base dello statuto provinciale e nazionale viene convocato tenendo conto delle proposte del Comitato Direttivo Nazionale per il 25 giugno 2010 e consegnando agli iscritti le diverse opinioni su cui scegliere.
Pertanto il congresso della CUB Informazione di Milano si propone che venga realizzato il giorno 8 maggio in sede da definire.
E’ stata fatta una richiesta di anticipare la data del 25 giugno e invitiamo il direttivo nazionale ad esaminarla.

Riceve tre voti a favore e quindi viene respinta la richiesta di realizzare il congresso di Milano il 10 aprile 2010.

Verbale a cura di Lara Visentin

sabato 20 marzo 2010

Giornata sul processo del lavoro - 22 marzo 2010

Giornata nazionale sul processo del lavoro - 22 marzo 2010

Decadenza dal diritto o decadenza del diritto

L’approvazione della nuova legge in materia di controversie di lavoro è giunta alla fase finale. In attesa di eventuali rilievi da parte della Presidenza della Repubblica, il tema appare di stringente attualità. Come Giuristi Democratici, avevamo da tempo intravisto il rischio di snaturamento del processo del lavoro che rischiava di perdere quelle caratteristiche di favor lavoratoris, per trasformarsi in un normale processo civile, con tendenza alla sua privatizzazione.
Purtroppo, come avevamo previsto, si sta realizzando proprio quanto temevamo:
- si tende a rendere apparentemente paritario il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, senza tenere conto della particolare debolezza del lavoratore nel rapporto;
- si favorisce il ricorso all'arbitrato privato, con clausola arbitrale da sottoscrivere addirittura al momento dell'assunzione;
- si rende più difficile l'instaurazione delle cause per licenziamento, prevedendo un termine ulteriore di decadenza dall'azione, in caso di mancata presentazione del ricorso entro 6 mesi;
- si statuisce il principio dell'apposizione delle spese di lite a carico del soccombente, anche se lavoratore;
- si esalta sempre più la valenza dei centri di certificazione della validità dei contratti ed infine, si vincola il Giudice ad un mero controllo formale delle ragioni dei provvedimenti datoriali, escludendo ogni verifica sulle valutazioni tecniche, produttive ed organizzative, che competono al datore di lavoro.
Così ridotto, il processo del lavoro é morto; pensare che il lavoratore possa liberamente discutere con il futuro datore di lavoro l'opportunità di deferire anticipatamente in arbitri anche le eventuali future questioni, ivi compreso il licenziamento e le conseguenze della sua illegittimità, é francamente illusorio; devolvere alla giustizia privata la decisione su diritti indisponibili del lavoratore é inaccettabile; ritenere il lavoratore parte di pari forza rispetto al proprio datore di lavoro é una falsità ed una follia; impedire al Giudice di valutare anche le scelte del datore di lavoro appare una aperta violazione del principio del favor lavoratoris, inserito espressamente dalla L. 533/73, ma già presente nella nostra Costituzione, fondata sul lavoro.
Abbiamo perciò indetto una giornata nazionale per il 22 marzo di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e di informazione su quanto sta accadendo in tema di tutela dei diritti dei lavoratori.

http://www.giuristidemocratici.it/post/20100317083002/post_html

Pubblicato a cura CUB Informazione ( infosindacale@gmail.com )

martedì 2 marzo 2010

Cub Informazione il 5 marzo a Genova per la sentenza G8 Bolzaneto

Il direttivo del sindacato CUB Informazione riunito il 2 marzo 2010 decide la partecipazione con una delegazione al presidio davanti al Tribunale di Genova il 5 marzo alle ore 11 per la sentenza Bolzaneto. La presenza alle giornate del G8 e la violenza esercitata contro i dimostranti ha reso evidente l’uso e l’abuso del potere che si è visto anche successivamente in troppe occasioni in diverse città.


5 marzo: presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto
COMUNICATO COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
Il prossimo 5 marzo sarà emessa la sentenza d’appello sui fatti di Bolzaneto.
La caserma di Bolzaneto durante il vertice G8 del 2001 era il luogo deputato alla consegna dei manifestanti fermati, carcere provvisorio, per la loro eventuale successiva traduzione verso le strutture carcerarie “normali”. I reati contestati a diversi elementi della Polizia Penitenziaria, Carabinieri, medici e paramedici dell’amministrazione penitenziaria, agenti e funzionari della Polizia di Stato: abuso d’ufficio, abuso d’autorità su arrestati, violenza privata, lesioni personali, percosse, ingiurie, minacce e falso ideologico. I fatti di Genova hanno sempre faticato ad uscire dal silenzio in cui l’informazione e la politica li hanno confinati. A maggior ragione faticano oggi, in un Paese che sembra sempre più sconfitto e con un’opinione pubblica sempre più distratta o indifferente. Noi pensiamo che quanto accaduto a Genova nel luglio 2001 non sia semplicemente un fatto “storico”, ma qualcosa che ci parla dell’attualità italiana. L’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” della scuola Diaz, le torture di Bolzaneto sono significativi dell’arretramento del Paese in tema di civiltà e diritti. In questi nove anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la società avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti negli anni successivi il luglio genovese. Pensiamo anche a casi che escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (Aldo Bianzino, Marcello Lonzi, Stefano Cucchi). Forse anche questo ci dice che quanto accaduto a Genova è significativo non solo della mancanza di diritti di chi manifesta, ma di un restringimento dei diritti per tutti. Le sentenze di primo grado per i fatti della Diaz e di Bolzaneto non hanno portato ad alcun segnale, concreto, nonostante quanto indicato e raccomandato da Amnesty International: le pene inflitte non saranno mai scontate, molti degli imputati e dei condannati in questi processi sono stati nel frattempo promossi, nessuno ha subito provvedimenti disciplinari o è stato sospeso dall’incarico. Chiediamo a tutti i cittadini, a cominciare da parenti e amici di vittime delle violenze di Stato, di unirsi a noi in un presidio silenzioso fuori dal Tribunale di Genova, in occasione della sentenza di appello su Bolzaneto.
Appuntamento quindi per il giorno 5 Marzo 2010 alle ore 11,00: davanti al Tribunale di Genova via XII Ottobre
Per adesioni: info@veritagiustizia.it www.veritagiustizia.it

sabato 13 febbraio 2010

Videotime (Mediaset) verso lo sciopero del 20 febbraio

SOSTENIAMO LO STATO D’AGITAZIONE


La RSU Slai Cobas di Milano indice la ripresa dello stato d’agitazione a seguito della impossibilità di un confronto sereno con l’Azienda relativo alla prevista esternalizzazione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria.

L’atteggiamento dell’Azienda è palesemente rivolto alla pura perdita di tempo in attesa della scadenza prevista di fine mese. I sindacati confederali mantengono un atteggiamento attendista privi di una reale strategia in difesa delle lavoratrici minacciate di esternalizzazione.

La CUB Informazione è determinata ad intraprendere tutte le azioni possibili per contrastare il piano di ristrutturazione aziendale, in difesa del posto di lavoro di tutti i dipendenti Mediaset, del loro futuro, della loro professionalità.

La CUB Informazione sostiene lo stato d’agitazione in preparazione di una giornata di sciopero per il 20 Febbraio che veda tutti i dipendenti Videotime di nuovo uniti, solidali e decisi come hanno già dimostrato di saper fare.



CUB Informazione Videotime Roma

Videotime: stato agitazione verso lo sciopero il 20 febbraio

OGGETTO: Dichiarazione stato agitazione

La RSU SLAI Cobas della società Videotime S.p.A., in seguito allo svolgimento degli incontri del 22 e 29 gennaio 2010, non ha avuto la possibilità di un confronto finalizzato ad una discussione in merito alla valutazione degli aspetti legati alla decisione intrapresa dalla società Vidoetime S.p.A., ovvero quella di “esternalizzare” i reparti trucco, acconciature e sartoria, in un contesto di cessione di ramo d’azienda alla società Pragma S.r.l..

Inoltre comunichiamo nella fattispecie le seguenti ragioni:

ESTERNALIZZAZIONE REPARTI E STUDI
Intendiamo fermamente salvaguardare le lavoratrici colpite dal procedimento di esternalizzazione in corso, così come tutti gli altri lavoratori Videotime che con il recente smantellamento dello studio 14 a Milano e gli accordi con il settore giornalistico, vedono una reale minaccia verso il proprio posto di lavoro così come la propria specifica occupazione e professionalità.
Chiediamo di rivedere la politica intrapresa dal gruppo relativa alle produzioni di format e programmi che in molti dei casi vengono affidati a società e/o personale esterno.
Intendiamo discutere del trattamento dei lavoratori delle società di service esterne cosi come le stesse società, in merito al loro inquadramento del regime ENPALS, se è vero come ci risulta, in alcuni casi, il non inserimento di detti lavoratori nel contratto CCNL - FRT nazionale.

INDISCREZIONI DELLA STAMPA
In base alla lettura di un articolo del quotidiano “la Repubblica” (articolo apparso su Affari e Finanza del 18 gennaio 2009; “Costi alti, share in calo - Mediaset deve dimagrire – Toccherà anche a Publitalia” e mai smentito ufficialmente), si evince che vi sono in corso movimenti da parte di Mediaset S.p.A. atti a sanare i costi ritenuti in eccesso e quantificabili, secondo le stime degli analisti, in un 15% della totalità dei costi sostenuti dall’azienda.
Di conseguenza questi movimenti interni, sempre secondo le stime degli analisti, indicherebbe in un immediato futuro tagli dei costi operativi stimati tra i 200 e i 250 milioni di euro.
E quindi, come recita l’articolo di cui sopra “non è purtroppo difficile ipotizzare che tra gli oltre 6mila dipendenti Mediaset ci sia un buon 10% di potenziali esuberi, rispetto ai quali i 56 del trucco e sartoria sono meno di una decima parte.”
E in questa ipotetica ma realistica situazione verrebbe coinvolta anche Publitalia e riteniamo anche la società RTI.
Tali indiscrezioni, non essendo appunto smentite ufficialmente da Mediaset, creano forte preoccupazione all'interno di tutta la parte tecnica e produttiva di Videotime.

I possibili costi che l’azienda vuole eliminare, utilizzando società esterne, si riflettono su una grande parte delle risorse interne, le quali vengono messe da parte e diventano vulnerabili a futuri processi di esternalizzazione.

Di conseguenza, non avendo avuto modo di raggiungere un confronto con l’azienda, la RSU SLAI Cobas, confermando la propria contrarietà all’operazione oggetto della decisione intrapresa da Videotime S.p.A., si ripropone di convincere l’azienda a recedere dal progetto di cessione di ramo prefissato e si rende disponibile ad esaminare soluzioni interne alternative atte allo scopo di fornire il miglior utilizzo dei reparti a un possibile piano industriale.

Al fine di mantenere ferme le nostre richieste, la RSU SLAI Cobas Videotime indicono lo stato d’agitazione a partire da oggi con l’applicazione delle relative modalità che verranno comunicate successivamente alla presente lettera. Tale stato di agitazione vedrà il suo culmine nella giornata del 20 febbraio che verrà proclamata giornata di Sciopero Nazionale dei dipendenti Videotime nel caso l’azienda non retrocedesse nei propositi di esternalizzazione. Giornata di sciopero alla quale seguiranno altre ed appropriate iniziative tese al perseguimento del nostro fine.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, i delegati sindacali di tutto il gruppo Mediaset a non abbassare la guardia. Sosteniamo le nostre colleghe del Trucco, Acconciature e Sartoria. Proteggiamo il nostro futuro. Salvaguardiamo la nostra professionalità.

Milano, 03 febbraio 2010



RSU Videotime Milano
membri eletti nella lista SLAI Cobas

giovedì 21 gennaio 2010

Sciopero Mediaset il 20 gennaio

Sciopero Mediaset il 20 gennaio e manifestazione a Roma

La determinazione con cui l’Azienda intende portare a compimento la cessione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria è la risposta più eloquente a chi ancora si chiede il perché di questa manovra.
Le stesse motivazioni apportate sono senza fondamento e la rassicurazione che non è il destino di Videotime in discussione non può che lasciare molto scettici. La stessa melodia è risuonata quando si è trattato dei colleghi di Elettronica Industriale, di RTI Music e di tutti quei settori, che a gruppi o singolarmente sono stati smembrati e poi esternalizzati. E’ una pratica ormai vecchia di anni , affiancata parallelamente da un costante lavorio atto a rendere le condizioni del mercato del settore fuori dai network a livelli da paese incivile e selvaggio. Totale deregolamentazione, pratica del lavoro nero, mal pagato, diffusione del precariato, scomparsa di qualsiasi diritto, mortificazione delle professionalità e impoverimento delle retribuzioni è la realtà fuori da RAI e Mediaset. Ridotto in maniera vertiginosa il costo del lavoro sul mercato esterno, perché continuare a pagare tasse e contributi, assicurazioni e malattie, stipendi regolati da un rapporto sindacale e da un contratto di lavoro, pensioni e trasferte a dipendenti interni. Molto più facile appaltare e lasciar sub-appaltare.
Questa la spiegazione del procedere imperturbabile di questa azienda, non si può tornare indietro sulla cessione del settore “Trucco, Parrucco e Sartoria” perché è alla cessione di Videotime e di buona parte di Mediaset che si stà puntando.
Noi siamo convinti che è possibile cambiare direzione, che l’impegno di tutti i lavoratori e le lavoratrici è determinante. Abbiamo già commesso in passato molti errori, lo stesso aver tenuto gli occhi chiusi su quello che accadeva ai nostri colleghi free-lance lo potremmo pagare gia oggi, con le esternalizzazioni in atto e quelle che potrebbero seguire. Un errore grave per noi ma imperdonabile per chi doveva tutelarci sindacalmente, esterni ed interni.
Ma proprio dall’esterno ci viene oggi lo stimolo a svegliarci finalmente. I nostri colleghi dei services esterni hanno capito che siamo tutti una unica categoria di lavoratori, impegnati e sfruttati dalla stessa industria televisiva, sia essa pubblica o privata. Sono quegli stessi colleghi , ignorati da noi per tanto tempo, che si sono costituiti in associazione, CLB-Fuori Onda, e oggi sostengono le nostre lotte anche rinunciando a quelle poche giornate di lavoro che riescono a trovare.
Un esempio di solidarietà dimenticata, perduta e che pure va riconquistata, non per semplice principio ma perché il nostro destino è comune. Chi credeva e crede di salvarsi basta che guardi alle nostre colleghe che dal 1° Febbraio potranno considerarsi precarie se noi non saremo capaci di reagire.
La CUB Informazione e lo SLAI Cobas invitano a non mollare, a non credere in possibili rassicurazioni, a non svendere i loro colleghi in cambio di una ipotetica garanzia sul futuro. Il nostro futuro si gioca qui e adesso. La direzione oggi attacca un settore piccolo ma è solo un cavallo di troia per saggiare il terreno. La risposta dei lavoratori e lavoratrici c’è stata e lo sciopero del 20 potrà essere importante. A questo deve seguire una tenuta sindacale e altrimenti dopo sarà sarà più difficile .
Ci hanno già mentito, perché dovremmo credergli ora.
La CUB Informazione e lo SLAI Cobas invitano a sostenere lo
sciopero del 20 Gennaio
e a partecipare alla
manifestazione nazionale che si terrà a ROMA
con presidio dalle 9 alle 13 in piazza Montecitorio

venerdì 8 gennaio 2010

Sciopero Mediaset 10 e 11 gennaio

La CUB Informazione e lo Slai Cobas sostengono lo sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo Mediaset a livello nazionale ed invitano i lavoratori e lavoratrici a partecipare alla mobilitazione .
Da tempo sosteniamo che oscure manovre si agitavano alle spalle dei lavoratori. Il rinvio del rinnovo del contratto integrativo è stato un chiaro segnale delle intenzioni di questa azienda.
La cessione del settore trucco, acconciature e sartoria ad una società esterna è solo il primo tassello di un domino che vedrà cadere uno dopo l’altro interi settori produttivi? Alla luce di questi avvenimenti dobbiamo chiederci se l’obbiettivo dell’azienda sia la dismissione di Videotime? O di molte parti di Mediaset?
La cessione di rami d’azienda da parte del principale gruppo televisivo privato che fa capo al Presidente del Consiglio non trova ragione in un reale stato di crisi ma in una scelta politica. Mediaset non è una azienda in crisi, se è vero che gli incassi pubblicitari sono rimasti stabili nel 2008 il fatturato ha continuato a crescere con un aumento del 4,2 %. La stessa Mediobanca prevede un aumento del titolo per il 2010. Dunque la scelta è quella, tutta politica, di fare di questo paese una repubblica non più fondata sul lavoro. Un paese in cui vada definitivamente a sparire il lavoro a tempo indeterminato, il “lavoro fisso”, la garanzia del futuro e della pensione, per lasciare posto alla totale deregolamentazione, al lavoro precario e nero. Questo il segnale che viene da Mediaset a tutti gli imprenditori del paese. Non sappiamo se l’obbiettivo finale è quello di vendere (forse già hanno venduto) Videotime o l’intero gruppo Mediaset, certo è che i segnali sono preoccupanti e che la dismissione del settore trucco, acconciature e sartoria potrebbe essere solo il primo tassello di un domino che travolgerà intere professioni, posti di lavoro, famiglie. Per questo cercheremo di fare argine ad una simile catastrofica deriva che travolgerà non solo i dipendenti Mediaset, non solo tutti i lavoratori dell’indotto che già oggi operano in condizioni da paese incivile, ma darà il via libera alla distruzione sistematica di qualsiasi garanzia occupazionale.
Lo sciopero del 10 e 11 gennaio è solo la prima risposta di protesta a cui seguiranno altre giornate di lotta che cercheremo di organizzare allargando la partecipazione a tutta la categoria dei lavoratori del Broadcast.
Lì, 8 gennaio 2010

CUB Informazione
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